TAO … questo perfetto sconosciuto…

Tao bus

 

Questa storia del simbolo del bene e del male è accettabile se data come spiegazione da un bimbo di 5 anni…

Non da un Artista Marziale che ne millanta 20 di esperienza nel “kung fu” !!!

Complici sicuramente la rete, la tv, movimenti “new age” o libruncoli “strutturati per vendere”, hanno fatto del TAO uno dei simboli più speculati della storia occidentale…

Cosa ne dici, ORA, di tentare di fare quel minimo di chiarezza di cui un praticante di arti marziali orientali dovrebbe quantomeno essere consapevole?

Senza nulla togliere alla piacevolezza dello stile sfoderato dal pulmino Volkswagen nella foto, iniziamo col “ripulire” l’immagine di partenza:

mini TAO

…se provi a documentarti, ti imbatterai con molta probabilità in definizioni del TAO (Dao) che sostengono l’indefinibilità dello stesso!

Se è definibile, non è più TAO!

In realtà, il simbolo rappresenta “varie cose”:

  • la dualità universale dei fenomeni…
  • l’interazione tra le due parti…
  • un movimento, una trasformazione continua…

Ne consegue che, DI SICURO, non rappresenta UNA FRATTURA O DIVISIONE IN DUE come spesso si tende a credere…

Nel TAO ci leggi IL TUTTO (uno), lo Yin e lo Yang (due), la loro interazione continua (tre)…

In altre parole si parla di “mutamenti”, di trasformazione, di evoluzione operata attraverso l’interazione di un creativo e un ricettivo

In ambito “marziale”, questo aspetto, fonde la filosofia con la pratica e trasforma gli scontri “alla bisonte del Montana” (in cui il più forte o più duro VINCE!) in qualcosa di più “raffinato”!

Bisonti 2

L’artista marziale diviene in grado di “trasformare a suo piacimento” la forza dell’avversario in ciò che gli fa comodo!

Si prospetta quindi uno scenario che “trascende la pura forza fisica”, e si manifesta attraverso la fusione tra essa, l’abilità tecnica e l’intelligenza su vari piani… (ad esempio anche quello “emotivo” e non solo intellettivo…)

Oltre al “contesto” di riferimento, gioca un ruolo di rilievo anche il punto di vista da cui si osserva la questione

Molti Maestri cinesi, sono soliti considerare, ad esempio, la parte YANG corrispondente a quella FISICA, e la parte YIN a quella mentale…

Questo dovrebbe “far riflettere” parecchio!   …in quanto al di là di ciò che I FILM sostengono con aria “romanticamente filosofeggiante” (hai presente il “NO MENTE” de L’ULTIMO SAMURAI??) , la componente mentale rappresenta un FATTORE FONDAMENTALE!!

Tant’è che esistono “detti popolari” relativi alle arti marziali cinesi, in cui si recita:

Taglia la testa al tuo nemico, ed il corpo cadrà a terra esanime!

Ricordando che “ogni traslitterazione da lingue ideogrammatiche” rappresenta una sorta di “forzatura” sul significato espresso, se per facilitarci la comprensione facciamo il piccolo sforzo di “interpretarla come metafora“, dovrebbe apparire improvvisamente CHIARO il ruolo della “mente/testa/capo”!

Significato che verrebbe consolidato da ulteriori testimonianze legate alla filosofia taoista:

  • YIN :  mente, cielo, padre…
  • YANG : corpo, terra, madre…

Tai Ji Too

In questo simpatico simbolo che ho trovato in rete, ad esempio, i 3 fattori che ho menzionato sono tutti riportati… seppur con un “errore grossolano” (la donna andrebbe nell’area della terra… tuttavia riconosco che, data l’ambiguità di contesti non specificati, lo stesso concetto di YIN e YANG a volte è considerabile in via duale!!!! Ergo, in riferimento ad una stessa cosa potrebbe rappresentare SIA LO YIN che il suo antagonista!)

A questo punto, riprendendo in mano quanto riportato ad inizio articolo:

…quando dal TAO (uno) prendo in considerazione YIN e YANG (due… ad esempio uomo e donna), l’interazione tra i due produce il 3… la trasformazione che evolve la condizione iniziale di unicità ad un trio generato dalla “nascita di un figlio”!

In altre parole, 1 + 1 = 3 !

Non me ne abbiano a risentirsi i “matematici”… la filosofia purtroppo non sempre è decifrabile attraverso “regole matematiche”…   😉

Per ricontestualizzare l’argomento ai fini “marziali”, ti porto un esempio di quanto succede nelle lezioni dei miei corsi di Ba Ji Quan:

Una cospicua parte degli allenamenti, è indirizzata al “lavoro di coppia”…

Sin dai primi approcci a livelli basilari, pongo l’attenzione dei miei allievi su un concetto molto semplice…

Chi “attacca” è colui che CREA l’interazione…

Chi “difende” è colui che RICEVE e TRASFORMA l’interazione… (ma questo termine è IMPROPRIO, dal momento che in questo stile, nello stesso momento in cui uno difende impara ad “attaccare nella difesa”!)

IL GROSSO DEL POTERE IN QUESTA INTERAZIONE è a carico del “ricevente”!

Prima che “emerga qualche pensiero da classico SUB-UMANO”, non stò dicendo che IL PIU’ FORTE E’ CHI RICEVE!!!!   OK?!?!?!

Per inciso, se ti trovi davanti ad UNO CON LE PALLE, FORTE FISICAMENTE, FREDDO E MAGARI CATTIVO, o sei “QUALCHE EROE DA FILM”, o finisci lungo disteso e “se va bene” ti risvegli frastornato dopo qualche minuto!

DOVREBBE ESSERE CHIARO (ma so che “normalmente NON LO E’“!) che in un corso di arti marziali strutturato in modo serio, SI VIENE PREPARATI “ANCHE AD ESSERE EFFICACI NELL’ATTACCARE”!!!! ok?

Tuttavia, il “lavoro più importante”, si focalizza sullo sviluppare abilità di trasformazione in ipotetici attacchi!

Ovvero:

E’ nel ruolo di “ricevente” che si cresce pesantemente a livello marziale!

Il concetto diviene più “digeribile”, se invece di appioppare ad minchiam significati a yin e yang come “passivo e attivo” (da cui il “ricevente” apparirebbe come la FIGURA PASSIVA!!!!!), si parlasse con intelligenza di due modalità “diversamente attive”:

LO YANG crea…

LO YIN trasforma…    (Altro che PASSIVO!!!!!)

Ci siamo?

YIN e YANG… PASSIVO e ATTIVO… = CACCA PUPU’!

Non va bene “neppure per i bambini dell’asilo”!!!! (a meno che non si auspichi a crescere nell’idiozia conclamata attraverso sorde convinzioni, degli esseri umani che sono SI PICCOLI, MA NON IDIOTI!!!! …se non vengono plasmati come tali!)    😉

A questo punto possiamo “ritarare” il concetto taoista anche su un altro piano:

IN TEORIA, un corso di Arti Marziali strutturato in modo intelligente, dovrebbe comprendere:

  1. Preparazione fisica
  2. Preparazione tecnica
  3. Condizionamento
  4. Lavoro di coppia

Sto semplicemente REGALANDO CONCETTI BASILARI che “qualche stolto” potrebbe usare per dare una “sferzata” alla strutturazione del proprio sistema di studio!

Non si parla del “programma da seguire”… parliamo di altro!!! ( ma non è il topic di questo articolo! )

Una delle discussioni più gettonate nell’ambiente marziale, paradossalmente è del tipo:

Preparazione fisica SI o preparazione fisica NO?

Studio delle FORME/KATA/SEQUENZE PRESTABILITE SI, o studio delle FORME/KATA NO?

Lavoro di coppia SI o lavoro di coppia NO?

Condizionamento SI o condizionamento NO?

Ora, parliamoci chiaro: se una scuola NON HA UN SISTEMA DI STUDIO che copre tutti 4 i punti, dovrebbe farci riflettere e “suggerirci di MIGRARE VERSO CLIMI PIU’ INTELLIGENTI”!

Ma è anche piuttosto evidente che IL PILOTA AUTOMATICO INTERNO che indirizza le azioni umane, è OGGETTIVAMENTE PIUTTOSTO MALMESSO!

Quindi è, purtroppo, diventato “normale” la quasi totale incapacità di scegliere attraverso la via del “raziocinio”!

PER CHI OPERA NEL SETTORE “MARZIALE ORIENTALE”, tuttavia, la figura del TAO dovrebbe in qualche modo portare un aiuto:

Grossolanamente, OGNI MEDAGLIA ci ricorda AVERE 2 FACCE!!!

La questione non è MAI “preparazione fisica SI o NO”!!!

Questo tipo di dilemma è STUPIDO E FUORVIANTE!

CERTO CHE LA PREPARAZIONE FISICA CI DEVE ESSERE!!!  Altrimenti “come si può pensare di migliorare a livello tecnico, se alla quarta ripetizione di un esercizio le gambe non mi tengono su“?!?!?!

Casomai è la SCELTA DIDATTICA in relazione AL CONTESTO DI APPLICAZIONE che dovrebbe farci riflettere:

A cosa mi serve “diventare un artista circense” lavorando sulla preparazione acrobatica, SE IL CONTESTO DI APPLICAZIONE E’ LA “DIFESA PERSONALE”?!?!?!?!?!?

O si “crede” veramente di trovarsi immersi nelle scene di qualche FILM, o NON SI HA LA BENCHE’ MINIMA IDEA DI QUALI SIANO LE REALI DINAMICHE IN UNO SCONTRO DI STRADA E NELLA VITA REALE!!!

Essere “agili e preparati fisicamente” e dedicare tempo ed energia a dismisura per raggiungere il livello SAYAN CIRCENSE, non sono certo la stessa cosa!!!

…se si confondono “questi 2 tipi diversi di preparazione fisica”, direi che “qualcosa di grosso, purtroppo non quadra”!!!

E cosa dire delle “classiche polemiche sulle forme”??? (ne dibatto nell’articolo che trovi cliccando QUI)

La questione non dovrebbe essere il considerare STERILE il lavoro sulle sequenze prestabilite, ma al limite, il considerare INEFFICACE UNO STUDIO BASATO “ESCLUSIVAMENTE SULLE FORME”…!!!

Parliamo di condizionamento?

Sei mai stato in un pronto soccorso o hai mai chiesto ad un amico che ci lavora di descriverti “l’infortunio TIPO” a seguito di risse o litigi da strada epilogati alle mani??

Il responso non lascia spazi a dubbi: chi picchia di solito finisce per rompersi le mani!

Ma va?

STRANO!

Nel carnet dei gettonatissimi “sport da combattimento” frequentati spesso da “teste calde”, ci si trova presto alle soglie di un bivio: DA UNA PARTE si viene reindirizzati all’UMILTA’ direttamente sul RING attraverso i “confronti REALMENTE sportivi”… DA UN’ALTRA c’è chi vive il confronto come una sorta di questione di VITA O DI MORTE e lo “scontro con il prossimo” ne diviene teatro anche FUORI DAL TAPPETO CORDATO!

L’allenamento classico viene praticato con LE PROTEZIONI, ed al primo “scontro reale” ci si ritrova di solito immersi in uno scenario di questo tipo:

Si ha “dimestichezza” con l’azione… (aspetto sicuramente positivo!)

Ma il corpo NON HA ESPERIENZA in termini di CONTATTO CRUDO…

Ci sarà un motivo se “i professionisti delle guerre” del passato dedicavano una considerevole fetta dei propri allenamenti al CONDIZIONAMENTO delle parti interessate agli impatti!!!

Nei corsi di arti marziali tradizionali, anche per questo si lavora a “mani nude”!

Rientrando nei ranghi “quotidiani” affini alla fetta più comune di praticanti:

…per poter lavorare in coppia “alzando la soglia” di potenza dei colpi, è necessario che le parti del corpo interessate vengano “preparate” in modo tale da non subire infortuni ogni giorno dispari!!!

Per cui, pur avendo poco senso “improntare” l’allenamento tipico sul SOLO CONDIZIONAMENTO, ancora meno ce l’ha IL NON FARLO AFFATTO!

E’ per questo che IL PROGRAMMA classico della “scuola di arti marziali media” parla poco o niente del GRADO DI EFFICIENZA dello studio che viene fatto!

Ci vuole UN SISTEMA DI STUDIO che permetta di strutturare un programma di allenamento “intelligente” e tararlo ad un target di esigenze “specifiche” da soddisfare!

Se insegno DIFESA PERSONALE, dovrei essere SUFFICIENTEMENTE CHIARO fin da subito in termini di prospettiva offerta… diventare “monaci guerrieri”, o guerrieri “da ginnastica artistica” ha poco a che vedere con i PROFESSIONISTI DELLA GUERRA, DEL COMBATTIMENTO o della DIFESA PERSONALE… forse, molto di più col mondo dello “spettacolo” o dello sfoggio “coreografico” delle proprie abilità fisiche…

Se INSEGNO ARTI MARZIALI, dovrei avere SUFFICIENTEMENTE CHIARO fin da subito che lo studio in tal senso “non dovrebbe essere indirizzato alla difesa personale” ma ALLA CRESCITA PERSONALE!

Sicurezza interiore e “abilità a difendersi” NON SONO SINONIMI!!!

Per inciso, CHI SI SENTE SICURO, non ha poi così bisogno di essere ABILE A DIFENDERSI!!! Ti è chiaro il passaggio? 😉

Per cui, se stai pensando di iscriverti ad un corso di ARTI MARZIALI o già ne segui uno, ed il tuo OBIETTIVO è quello di IMPARARE A DIFENDERTI, ti suggerisco di iniziare a mettere in discussione la realtà che stai vivendo inquadrando con chiarezza le tue reali esigenze ed andare ad intercettare IL BISOGNO DI SICUREZZA da appagare! (o sensazione di insicurezza da sedare!)

Nelle arti marziali tradizionali, lo scopo principale è “L’EVOLUZIONE PERSONALE attraverso lo sviluppo delle abilità di interazione”!

IN UN CONTESTO DI GUERRA tale abilità è affine allo scontro…

IN CONTESTI PACIFICI le abilità sono affini al MIGLIORARE LA PROPRIA EFFICIENZA!

Sono “LA STESSA VIA” che conduce a DESTINAZIONI DIVERSE!

Se non ho chiaro LA DESTINAZIONE (un mio obiettivo), se non comprendo la LOGICA della FILOSOFIA TAOISTA e mi iscrivo ad un corso CHE NE RIPORTA IL SIMBOLO, non sarò in grado di discernere TRA CIARLATANI E INSEGNANTI SERI… tra IL DURO LAVORO e L’IMPEGNO EFFICIENTE… tra un corso CHE MI FARA’ COMPRENDERE ed UNO CHE SFRUTTERA’ IL MIO CREDERE… tra LO SVILUPPARE ABILITA’ CHE SARO’ IN GRADO DI GESTIRE AUTONOMAMENTE,  o da cui rimarrò sopraffatto COME SE FOSSI IN GUERRA!

 

Il “simbolo del BENE e MALE”… non lo trovi a questo punto, oggettivamente RIDUTTIVO?

 

“CREATIVO e RICETTIVO”… Uno crea… l’altro trasforma… INTERAGENDO INSIEME…!

 

Molto meglio spiegarlo in questo modo, che seppur in modo marginale, ha sicuramente più senso del CLASSICO “69” o BENE & MALE che si rifila anche ai bambini nel “disagio di ammettere che si conosce poco ciò di cui si parla”!

Sono piccoli, NON STUPIDI… E come “educatori”, quando si parla a sproposito di CIO’ CHE NON SI COMPRENDE, si finisce per “passare” PRESUNZIONE, ARROGANZA E PAURA DI FAR FIGURE DI CACCA O DELUDERE LE ASPETTATIVE DA DIO IN TERRA NEL NOSTRO INTERLOCUTORE… (Pippe mentali insomma!!!!)

Trovo che passare UMILTA’ sia al giorno d’oggi non solo PIU’ INTELLIGENTE, ma come distribuire ORO a menti RICCHE DI CONVINZIONI e POVERE DI COMPRENSIONE…

 

Credere/Comprendere…  ti ho mai detto che si tratta di una  splendida forma taoista con cui guardare alla MENTE UMANA?  😉

 

Buona riflessione

 

 

            – Sergio –

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu

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