E CHE PALLE con “sta storia DEL giudizio”!!!

Nonostante siano passati 6 anni dall’ultima volta che ho scritto un articolo sul “famigerato GIUDIZIO”, mi rendo perfettamente conto che c’è un bisogno sconfinato di chiarezza e di affiancare la CAPACITA’ DI COMPRENDERE all’ONNIPOTENTE “ATTIVITA’ DEL CREDERE”.

Quotidianamente mi imbatto in sproloqui sulla libertà, la fede, il benessere, il pensiero positivo e sto benedetto GIUDIZIO che si è ormai guadagnato una marmorea reputazione di male assoluto!

Ma siamo sicuri di avere compreso DOVE STIA IL PROBLEMA?!?

Nel link ad un vecchio (ma attualissimo) articolo che ho scritto nel 2015, ci trovi un bel cesto di ottimi spunti per vederci un po’ più chiaro.

Al netto dell’esistenza di tale contributo, sono tuttavia costretto a prendere atto di una realtà in cui  ciò che concerne al giudizio, risulta generalmente INDIGERIBILE!

La questione infatti non si limita alla semplice “comprensione” intesa come CAPIRE il concetto, ma proprio al “prendere con” (comprendere, per l’appunto) che è accostabile al concetto di “ASSIMILIAZIONE”.

 

Ingerire, masticare, digerire e ASSIMILARE.

Il processo digestivo ci permette metaforicamente di capire dove sta l’inghippo.

Nel momento in cui “introduco delle informazioni” metto in atto la fase dell’INGESTIONE.

Il primo processo che entra in gioco, è quello del “decifrare le informazioni”, che nella metafora fisiologica, corrisponde al MASTICARE.

I processi successivi della digestione e dell’assimilazione, corrispondono rispettivamente ALLA CAPACITA’ DI PROCESSARE CORRETTAMENTE LE INFORMAZIONI, ed AL FARLE DIVENIRE PARTE DEL PROPRIO “INSIEME DI ASSET INTERNI”.

Capire, NON BASTA!

 

IL SEGRETO DEI SEGRETI.

Tagliando la testa al toro per direttissima:

il guaio che attanaglia la maggior parte delle persone in cui mi imbatto e che manifestano “tare personali sul giudizio” (che consapevolmente o meno lo subiscono in primis), è da ricercarsi nella malsana tendenza a fissarsi SUGLI EVENTI ignorando puntualmente il VALORE DELLA PROCEDURA DA CUI SCATURISCONO!

Riprendendo la metafora fisiologica:

Sentono il sapore INGERENDO un evento, ma non lo digeriscono!

IL PERCHE’ di tale bug comportamentale, coinvolge un enorme ventaglio di sfumature cognitive, ma, grossolanamente, possiamo “renderlo MOLTO CHIARO sfruttando la metafora legale”…

 

Una PROCEDURA PROCESSUALE INESISTENTE o DISTORTA SULLA LINEA TEMPORALE.

Nelle prossime righe, e ti invito a verificarlo ad ogni occasione, avrai accesso AD UNA SORTA DI CITRATO BRIOSCHI per sbloccare l’indigestione!

La quasi totalità degli individui che “‘s’inchioda” in visione paranoiche sul giudizio, lo fa aderendo ad una CAUSA COMUNE riconducibile ad un ERRORE DI PROCEDURA.

Fermo restando che “molte persone” NON HANNO EFFETTIVAMENTE IDEA neppure della differenza che c’è tra un SEMPLICE PARERE e l’ESPRIMERE UN GIUDIZIO, quelli che invece possiedono almeno UNA CONOSCENZA DI LIVELLO BASICO finiscono puntualmente per inciampare sulla procedura:

  • inconsciamente la distorcono sul piano temporale
  • attuano un automatismo “falsamente percepito” come una procedura (trovi tutto schematizzato QUI)

Lo so… quest’ultimo caso è veramente urticante da accettare, ma se avrai l’accortezza di “metterti in discussione” sarai costretto a riconoscere CHE E’ MOLTO PIU’ DIFFUSO DI QUANTO SEMBRA!

La gente, mediamente, NON RAGIONA… si limita a viaggiare con il pilota automatico, programmato attraverso le credenze che ha fissato e che alimenta costantemente, riducendo l’idea del ragionare ad una semplice scelta dicotomica: 

CONFERMA = OK

NON CONFERMA = DA SCARTARE

 

I CASI PER CUI C’E’ “SPERANZA”…

Ne consegue, che gli unici casi con cui valga veramente la pena interagire o tentare di cavalcare la via del miglioramento risolutivo interagendoci, sono quelli che “attuano e subiscono” UNA DISTORSIONE SULLA LINEA TEMPORALE DELLA PROCEDURA.

Nella metafora giuridica, UN PROCESSO avviene con una procedura ben precisa:

  1. acquisizione delle prove
  2. studio e validazione
  3. analisi delle procedure collegate alle prove
  4. valutazione del tutto confrontandole con un “codice di riferimento” (civile, penale, della strada etc)
  5. valutazione contemporanea attraverso un “codice di procedura”
  6. SENTENZA

Iper semplificando ulteriormente:

  1. acquisizione e verifica prove
  2. comprensione delle dinamiche
  3. valutazione tramite giudizio
  4. SENTENZA

Se “la procedura mentale” del singolo e “tra” individui fosse questa, ci si renderebbe conto in un secondo che NON SOLO IL GIUDIZIO “NON E’ UN PROBLEMA”, ma che è qualcosa di FONDAMENTALE per condurre un’esistenza CONSAPEVOLE!

 

I DETTI E LE FRASI FATTE SBANDIERATE alla cazzo di cane.

Prendiamo ad esempio questa…

Nel 99% dei casi, chi se ne serve è una persona che “capisce a grandi linee il concetto espresso”, ma non ne COMPRENDE a sufficienza la dinamica!

9 volte su 10, infatti, scoprirai che utilizza questo tipo di meme con due scopi:

  1. identificarsi nell’autore (vero o presunto) o da “discepolo”
  2. sbandierare il meme come “giustificazione MASCHERATA da quella lezione che non ha mai compreso“!

Intendiamoci, NON TUTTI quelli che lo usano fanno questo, MA MOLTI SI!!!

In pratica, ciò che subumanamente vogliono far arrivare agli interlocutori, è qualcosa che gravita attorno al concetto: giudicare è SBAGLIATO!

Quando invece, a chi usa la mente in modo un po’ più efficiente, appare perfettamente chiaro che la questione NON E’ “GIUDICARE SI O NO”, ma “PRIMA di farlo” comprendere almeno ciò che si sta giudicando.

Come dicevo nel vecchio articolo, si tratta di un esortazione all’EVITARE DI BASARSI SU PREGIUDIZI!

 

Torniamo all’errore di procedura sulla linea temporale… L’ESORDIO DEL “COLLIONE” CHE PERCEPISCE GLI ALTRI AMMALATI DELLA SUA MALATTIA!

Come si stava dicendo poc’anzi, la procedura CANNATA SULLA LINEA TEMPORALE che puoi smascherare “quasi puntualmente”, è strutturata attraverso un ESORDIO “CON LA SENTENZA”!

Nel momento in cui si manifesta questo tipo “di entrata” in discussione, le uniche cose che possono accadere sono:

  1. non si viene cagati
  2. si viene cagati

Nel primo caso, un’interazione nemmeno nasce…

Nel secondo, ci si trova di fronte a 3 porte:

  1. Si è affini con la sentenza espressa, ma si è a propria volta SUB UMANI e si RINFORZA SEMPLICEMENTE “LA SENSAZIONE DI CERTEZZA” DI TROVARSI DALLA PARTE “GIUSTA… quella dei fighi!
  2. Si è in conflitto con la sentenza, si è subumani, e si “spara la propria” DANDO SOMMARIAMENTE DEL COGLIONE a chiunque faccia parte della fazione opposta!
  3. Non si è d’accordo con la sentenza espressa, si è in grado di ragionare, si mette in discussione il concetto (NON CHI L’HA ESPRESSO!) e si attua la procedura tipica del PROCESSO!

Intendiamoci… si tratta di “un atto di volontà al SALVARE L’INTERAZIONE”…

La procedura SENSATA e più efficiente, è e rimane sicuramente L’EPILOGARE CON UNA SENTENZA… più che ESORDIRCI!!!

ok?

 

Conclusioni…

Se ora cerchi di “unire i puntini” tra il vecchio articolo del 2015, e questo, dovrebbe essere estremamente CHIARO che IL GIUDIZIO non è il problema!

IL VERO CASINO si innesca nel momento in cui SI ESORDISCE “CON UNA SENTENZA”!

Anche perchè, nello stesso istante in cui “il soggetto” si dovesse rendere conto dell’ERRORE DI PROCEDURA CHE HA COMMESSO, subendo LUI PER PRIMO quel tipo di processo, si troverebbe a “SENTIRSI ACCUSATO DA SE STESSO”!!!!

Molti a cui succede questo, entrano in un “LOOP COGNITIVO” in cui si ritrovano ad esordire come GIUDICE, per poi scoprirsi IMPUTATO ( E PER GIUNTA DA SE STESSO, mentre a livello cognitivo “proietta quel ruolo nell’interlocutore”!!)

A quel punto, o cementa il loop INDOSSANDO I PANNI DEL PUBBLICO MINISTERO che accusa L’IMPUTATO, o quello dell’AVVOCATO DIFENSORE che lo difende!!!!

In pratica: ESORDISCE COME GIUDICE, POI DIVIENE IMPUTATO, ED INFINE SI PERDE COME MAGISTRATO O AVVOCATO DIFENSORE…

Hai voglia ad avere una “conversazione” o una qualsiasi INTERAZIONE PIACEVOLE ED APPAGANTE con questo tipo di persona…!?!?!??!

 

Si è AMMALATI di PROCEDURA PROCESSUALE…

NON di “GIUDIZIO”!!!!

 

Ps.hai mai fatto caso che “il 99% di quelli che ingaggiano guerre contro il giudizio lo fanno esclusivamente quando questo è NEGATIVO, per poi osannarlo dopo 10 minuti quand’invece lo considerano POSITIVO?!?! (applausi, complimenti, lodi e abbracci vari…)

 

Buona riflessione…

 

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu

                    – Zaijian –

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