STUDIO MULTIDISCIPLINARE… quando SI e quando NO!

In una piacevole conversazione avuto quest’oggi con un collega insegnante di A.M., mi sono reso conto che alcuni aspetti che davo “per scontati”, in realtà non lo sono per nulla!

Come non bastasse, un “bonario consiglio” potrebbe rivelarsi paradossalmente una trappola da cui qualcuno faticherebbe in seguito a tirarsi fuori!

Si parlava di ” studio multidisciplinare ” ed a “quali condizioni” possa essere veramente un vantaggio…

Premessa

Chi mi segue o mi ha seguito in passato nel mio ruolo di insegnante di kung fu SA che sono uno di quei pochi docenti favorevoli allo studio multidisciplinare.

Ciò che di solito però sfugge, è che il mio personale punto di vista rappresenta il frutto di più di 20 anni di esperienza!

Essere mossi da semplice curiosità rispetto al mio pensiero sull’argomento, e considerarlo una traccia universale a cui qualsiasi studente possa riferirsi, sono tuttavia 2 aspetti profondamente distinti!

Ecco perchè, pur rimanendo nello spirito “evitiamo di considerare queste righe come ORO COLATO”, ho deciso di metter giù un articolo chiarificatore che possa sciogliere qualsiasi dubbio sulla questione.

Mono, Multi, Inter e Trans DISCIPLINA.

Molto grossolanamente, con MONO intendiamo una disciplina singola; con MULTI consideriamo varie discipline scorrelate tra loro; con INTER, discipline diverse ma connesse tra di loro in chiave funzionale; e con TRANS, varie discipline che interagiscono in modo SINERGICO verso un obbiettivo esterno al circuito in considerazione.

In digeribile:

MONO: frequento una sola disciplina… Bajiquan

MULTI: seguo più di un corso di discipline non collegate… Bajiquan Cucito

INTER: studio varie discipline che hanno un legame pratico… Bajiquan, Judo, Jujistsu, Tai ji

TRANS: mi alleno nel pugilato, nel brazilian jujitsu e in palestra con i pesi per combattere in gabbia nelle MMA.

Kung Fu e Wu shu

Kung Fu e Wushu, dovrebbe ormai essere chiaro anche ai sassi, sono due cose differenti.

Quella che guido, ad esempio, è una scuola di Kung Fu, e come tale attinge “non solo dalle arti marziali” (wushu).

Se uno studente di kung fu mi chiedesse quindi se io sono favorevole o meno allo studio anche di altre discipline, ovviamente la mia risposta non può che essere SI (a patto che vi sia una REALE CRESCITA potenziale)!

Ma quando mi relaziono con le persone che parlando di kung fu intendono le arti marziali cinesi, allora la mia risposta diventa NI!

Significa che prima di considerare “positiva in assoluto” la pratica di una delle discipline che insegno ed un’altra, sarebbe il caso di fare chiarezza su alcuni aspetti “non trascurabili”.

Livello reale di ESPERIENZA

Quando sento dire: “ho 20 anni di esperienza nelle arti marziali”, per abitudine (se sono mosso da interesse reale) cerco indagare prima di tutto “cosa intenda chi sta parlando”!

Perchè una questione sono gli anni di esperienza (anzianità), altro paio di maniche è l’insieme delle lezioni che si sono colte durante le esperienze!

Solo in riferimento a questo secondo caso possiamo ritenere significativa la parola “esperienza” in termini di competenze ed abilità sviluppate…

PERSONALMENTE, ritengo molto significativo anche comprendere “la tipologia di esperienza fatta”:

  • progressiva?
  • testata sul campo o politica?
  • livello di studio?
  • verticale o orizzontale?

Queste semplici 4 domande, fanno già una differenza abissale!

Va da se che, di norma, per chi ha alle spalle “poca esperienza” (ma proprio per questo generalmente una “maggior curiosità”) in coscienza non posso certo consigliare di seguire più discipline contemporaneamente…

Tuttavia, di sicuro l’ambiente delle mie lezioni NON E’ UNA PRIGIONE, di conseguenza NON IMPEDIRO’ MAI di farlo…

Nè in modo diretto, che più subdolo… (come spesso fanno alcuni docenti mossi da “interessi economici”, “egoici” o “che associano il valore di ciò che insegnano al AL SUCCESSO NUMERICO” del gruppo che guidano).

Tutti aspetti per certi versi “comprensibili”, ma da cui UN DOCENTE SANO dovrebbe rimanere distante…

Progressiva

Questo parametro fondamentale, fa riferimento all’esistenza o meno di una progressione nel livello di studio.

Ci sono persone che praticano da 15 anni, ma il loro livello di abilità è fermo al secondo anno!

Lungi da me il voler giudicar male qualcuno per questo… NON E’ COSI’, ma è fondamentale prendere atto di questa “verità spesso trascurata”!

Ho conosciuto studenti che in 2 anni riuscivano ad ottenere una progressione (in termini di risultati) al pari di quanto altri riuscivano in 10 anni! (per una serie di fattori che vedremo tra un po’)

Reale o politica?

Nel contesto sociale odierno, la meritocrazia sembrerebbe uscita prepotentemente di moda!

Considerare la “responsabilizzazione” al pari di una “punizione”; confondere l’AUTORITA’ con l’autoritarismo; parlare di “libertà ignorando il valore dei limiti”; AGIRE in funzione esclusiva di ciò che si crede, senza preoccuparsi di COMPRENDERE; e non distinguere l’EGOISMO dal rispetto, sembrano purtroppo diventati LA NORMALITA’!

Un mondo pieno di “numeri uno”, colmo di diritti e privo di doveri, sembra “stranamente” voler ignorare il valore della VERIFICA PRATICA.

Un esercito di campioni del mondo NELLE PAROLE che rifuggono come la peste “I FATTI” (che ne confermerebbero o disgregherebbero l’attendibilità), hanno diffuso il VIRUS “del riconoscimento politico” laddove, una volta, era IL MERITO a parlare…

Nella vita REALE, contano I FATTI, e le PAROLE “PESATE” IN BASE AD ESSI!

Livello di studio

Che differenza c’è tra uno che dopo 10 anni di scuola è stato bocciato 4 volte ed uno che è sempre stato promosso?

Quest’aspetto è fortemente legato al passaggio precedente… e non ti sarà certo difficile capirne il motivo.

STUDIO Verticale od Orizzontale?

La progressione dello studio può avvenire infatti in entrambe le direzioni  singolarmente, o insieme.

Quello orizzontale è grossolanamente uno studio basato sulla “quantità di contenuti”.

Quello verticale è riferito alla “qualità”, al grado di approfondimento di ognuno dei contenuti!

Il primo conferisce “vastità e varietà”…, mentre il secondo determina “il livello di comprensione a cui ci si è spinti”.

Una buona esperienza, (e secondo me questo è un passaggio saliente) prevede una DOSE FONDAMENTALE DI STUDIO VERTICALE, e successivamente, un “ampliamento degli orizzonti”.

Traducendoti il concetto in modo inequivocabile, il suggerimento che personalmente darei è:

Approfondisci più che puoi “un singolo argomento”, in modo da fare tuoi l’insieme dei processi profondi oltre “agli eventi superficiali”!

E’ in questo modo che si costruisce un BASAMENTO FONDAMENTALE allo STUDIO!

Fondamenta e FONDAMENTALI

Dopo aver approfondito lo studio di una sola disciplina (attraverso 2 vie complementari) per almeno 15 anni, nel mio trend formativo mi riservo ogni anno di frequentare una “nuova disciplina” che scelgo in modo oculato e consapevole.

OGNUNA DI QUESTE (anche quelle che insegno), prevedono un iter più o meno analogo:

“Ci si dedica allo studio dei fondamentali, e poi si estende lo studio pratico a tutto ciò che ne deriva”.

Questo avviene sostanzialmente perchè dal punto di vista didattico, rappresenta il miglior tipo di approccio per produrre risultati pratici solidi e duraturi!

CHI ACCETTA di affrontarne “il peso”, sviluppa mediamente un GRADO DI CONSAPEVOLEZZA e ABILITA’ “SUPERIORE (da qualsiasi angolo lo si prenda in considerazione)”.

ALTRA STORIA è invece rappresentato da quel tipo di “studioso”, che tendenzialmente non AFFONDA MAI LE PROPRIE RADICI ESPERIENZIALI in nulla!

Persone che in 15 anni HANNO GIA’ SEGUITO CORSI DI 6/7 DISCIPLINE….!

Chiaramente, con una media di “approfondimento” simile, la verticalità dell’esperienza non è probabilmente mai andata oltre il terzo anno!

Fare questo comporta un “eccesso di varietà” a fronte di un’inevitabile scarsa qualità.

In linea di massima, è infatti indiscutibile che “fisiologicamente” le discipline marziali necessitino di vari anni per maturare risultati significativi e profondi.

Salvo casi singolari legati alla straordinarietà delle caratteristiche individuali dimostrabili… come i TALENTI.

Caratteristiche INDIVIDUALI

Sul singolo (ma non certo sulla totalità delle casistiche!), le caratteristiche fuori dall’ordinario possono trascendere i concetti su cui abbiamo ragionato qui sopra!

Ma bada, si tratta di casi estremamente rari, e se indagati, di solito riconducono ad un iter di sviluppo “molto simile” a quello che abbiamo raffigurato!

E’ tuttavia innegabile che le caratteristiche individuali giochino un ruolo estremamente incisivo in termini di efficacia ed efficienza nell’evoluzione pratica.

Quando parliamo di “kung fu”, ci si sta riferendo “anche a questo”, contestualizzato al TEMPO ed alle ENERGIE impiegate per migliorare e sviluppare un’abilità!

Un individuo dotato di “umiltà”, una grande “determinazione”, una mente “acuta” e una “forte costanza pratica”, a parità di percorso didattico produrrà dei risultati MOLTO DIVERSI “da un presuntuoso, svogliato, con la testa fra le nuvole e poca costanza pratica”!!!!!!!!!

Sei d’accordo?

Alcune caratteristiche umane sono innate, altre sono sviluppabili applicandosi!

Didattica, Ambiente e GUIDA

La DIDATTICA:

Rappresenta lo strumento PRINCIPALE di cui può avvalersi una scuola per fornire tutti i “mezzi e i processi” di cui ha bisogno uno studente per RAGGIUNGERE I SUOI OBBIETTIVI.

L’AMBIENTE:

Funge da “terreno” in cui coltivare gli sviluppi… ce ne sono di FERTILI e di STERILI.

Se vuoi qualche ragguaglio in merito, utilizza la casellina di ricerca del blog ed inseriscici la parola “ambiente autorevole”.

La GUIDA:

Sul blog trovi più di un articolo che tratta anche la questione “tipologie di docente”.

Riconoscere quello “adatto a soddisfare le proprie esigenze” (SOLO dopo averle indagate ed intercettate con chiarezza!!!) è qualcosa di piuttosto complicato per lo studente neofita…

Specie per quelli che ne cambiano uno ogni 2 anni nel tentativo (spesso lasciato al caso) di trovare quello “giusto”!

Fare un percorso di crescita di molti anni IN UNA SOLA DISCIPLINA, offre in tal senso proprio quel tipo di “soluzione e capacità” che si rivelano causa ed effetto di una certa CHIAREZZA di cui deficitano generalmente “i nomadi”.

Sappi che esistono vari modi per “far chiarezza” nella propria testa, e NON NECESSARIAMENTE DEVONO PASSARE DALL’ESPERIENZA PRATICA…

Non hai bisogno di lanciarti di testa dal sedicesimo piano di un palazzo per CAPIRE CHE TI AMMAZZERAI!   No?

Anche le “esperienze degli altri” possono offrirci delle lezioni… CREDERVI CIECAMENTE, ad esempio, è forse l’ERRORE PRINCIPALE in cui si cade.

La via più proficua è di solito l’informarsi “razionalmente”, e cercare di comprendere le informazioni che si reperiscono.

Concludendo…

Senza quindi avere la pretesa di “elargire UNA FORMULA MAGICA” o una legge divina impressa sulla pietra, prima di iscriversi a varie discipline, suggerirei di indagare a fondo le proprie condizioni reali e parlarne con la propria guida.

Diffida da risposte ASSOLUTE e prive di spiegazioni “digeribili” per il tuo livello…

Di solito, una guida umile e realmente competente è in grado di “svolgere la funzione di BUSSOLA”, aiutarti a definire con chiarezza I TUOI OBBIETTIVI e disegnare CON TE la MAPPA più opportuna per farteli raggiungere.

Se questo non avviene, in tutta probabilità, ti sei imbattuto in quel tipo di GUIDA da cui di solito è meglio stare alla larga!   😉

Ps.VERO che alcune persone sono più predisposte a “capire attraverso l’esperienza” che ai ragionamenti…

Quelli che “a mo di farfalla” saltano da un fiore all’altro” sono generalmente di questo tipo… di solito qualche risultato lo ottengono (praticando è IMPOSSIBILE NON OTTENERNE!), ma “quasi mai” è accostabile ad un obbiettivo dichiarato.

Iscriversi a corsi di arti marziali è d’altronde qualcosa generalmente riconducibile alla sfera “degli hobbies”…

Sicuramente qualcosa di “comprensibile”, ma che quasi mai, in barba alla percezione media, possiamo accostare coerentemente a ciò che si intende con il “kung fu cinese”.

                      – Zaijian – 

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu

                        Sergio

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4 risposte a STUDIO MULTIDISCIPLINARE… quando SI e quando NO!

  1. Avatar michele barbieri scrive:

    Ciao Sergio, da amante delle arti marziali a cui piacerebbe provarle tutte indistintamente, il multidisciplinare e tutto quello che ne consegue è un tema per me importante.
    Personalmente il vero punto focale che mi ha fatto la differenza è stato “imparare ad imparare”.
    Condividendo l’idea di fondo legato al problema del saltare da una A M all’altra in poco tempo, l’aver però “imparato” un metodo per imparare negli anni di pratica del Bajiquan, ho notato che mi permette di affrontare le fasi iniziali (dove, come letto in altri tuoi articoli, basta meno “sforzo” per ottenere “un risultato”) della nuova disciplina con maggiore “semplicità” e arrivare ad un’idea iniziale di base più velocemente e che risulta fondata nel proseguire con l’esperienza stessa.
    Questo, a parità di contesto (ambiente, guida, capacità di chi guida e quanto elencato da te nell’articolo), mi permette di capire più facilmente se e come la nuova disciplina (che a questo punto può anche non essere un’arte marziale) può essere utile come attività Inter o Trans alle mie attività quotidiane (arti marziali e non)!

    • Artista Marziale Artista Marziale scrive:

      Ciao Michele. ^_^ Questo succede quando si studia (ed impara) veramente il KUNG FU… Nelle scuole “classiche”, il kung fu che si apprende si scosta molto poco dal contesto marziale, senza contare che, purtroppo, anche quel tipo di contesto si rivela quasi sempre “colmo di lacune” e poco aderente alla “realtà pratica”…

      • Avatar michele barbieri scrive:

        Vero..da ex judoca (ho 20anni di judo alle spalle, con qualche esperienza di agonismo e di insegnamento), posso dire che non solo nelle “classiche” Kung Fu, questo non viene insegnato, ma ingenerale nel mondo arti marziali.
        Per la prima volta, nella scuola Feng Ching, ho capito l’importanza del “come fare” piuttosto che del “fare e basta”.

      • Artista Marziale Artista Marziale scrive:

        ^_^

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