DIDATTICA: la chiave che apre la porta ai “risultati SOPRA LA MEDIA” in una scuola…

Hai mai fatto caso che “nel primo anno di lezione” TUTTI ottengono risultati?

Poi, dal secondo anno, iniziano a manifestarsi i primi veri “intoppi”…

Si parte con la spinta emotiva generata dai risultati del primo anno, ma dopo qualche settimana alcuni iniziano a zoppicare nella propria progressione…

Il terzo anno è quello in cui la “malattia invisibile” si è portata via quasi la metà dei fratelli ed alla fine del quinto, mediamente ci ha decimato la “famiglia”!

Ti sei mai chiesto il reale motivo per cui questo accada?

L’OUTING di un insegnante “fuori dalle righe”…

Oggi mi sento particolarmente “generoso”… così ho deciso di mettere nero su bianco un contenuto “speciale”!

Qualcosa che normalmente riservo all’ambiente delle lezioni e che fa parte della “didattica” che la mia scuola utilizza ed in cui fa veramente la differenza… (didattica funzionale)

Una dimostrazione di “competenza”, di “Cuore”, e di “mente aperta” (alla base dell’umiltà necessaria ad ogni cambiamento)…

L’unica cosa che mediamente viene compresa, oltre all’ineluttabile verità dei fatti, è che il livello di difficoltà crescente fa strage della maggioranza degli allievi “comuni”…

…talvolta anche di quelli “potenzialmente più promettenti”!

Nell’articolo di oggi voglio venire direttamente al sodo:

Ogni mio allievo è consapevole sin dalle prime lezioni che la realtà dei percorsi di crescita è quella di un bilancio impegno/risultati sempre più proibitivo man mano che si sale di livello!

Qualcosa di “controintuitivo”…

L’intuito umano a volte inganna… quando inizio un qualsiasi corso non possedendo “particolari abilità specifiche”, parto di fatto dalla condizione “personale più povera” in termini di “esperienze specifiche”

Man mano che imparo e sviluppo abilità, le stesse difficoltà che mi fermavano “ieri”, oggi non lo fanno più!

So come superarle… sono cresciuto… migliorato… sono più abile.

Fermandosi a questo, si rimane intrappolati in una “percezione fallacea” del mondo dell’evoluzione

Questo perchè in realtà, ogni volta che si “sale di livello”, si incontreranno “ostacoli” che fanno parte di quel “piano superiore”.

Se è vero quindi “che gli ostacoli che PRIMA ci fermavano, ORA non lo fanno più… è vero anche che la nostra condizione “relativa” rimane la stessa: INCONTREREMO “SEMPRE” DEGLI OSTACOLI IN GRADO DI FERMARCI!

I famigerati “problemi di qualità superiore”!

Eccoti l’inghippo…

Per farti comprendere meglio, utilizzerò la metafora della Piramide:

La PIRAMIDE

Quando si costruisce una piramide (in realtà anche una casa) esistono degli accorgimenti tecnici che se introdotti o meno ad “inizio lavori”, determineranno il successo o il disastro definitivo.

Il piano alla base (le fondamenta per la casa), dovranno sostenere “tutto ciò che verrà costruito sopra”!

Se la base è “debole”, potremmo costruirci sopra anche qualcosa di straordinario, ma al primo inconveniente il rischio di un crollo sarà elevatissimo!

Se pratichi una qualsiasi arte marziale, sicuramente hai sentito parlare dei fondamentali!

Un PRIMO BASILARE “ERRORE DIDATTICO” è rappresentato proprio dal costruire qualcosa senza curare particolarmente i fondamentali!

Il motivo, è piuttosto evidente se prendi in esame la Piramide…

Fare questo in un “ambiente comune” (con i professionisti selezionati la storia cambia!) per un insegnante si rivela spesso qualcosa di estremamente proibitivo!

Perchè in realtà sono pochissimi gli allievi che “di buon grado” accettano di impegnarsi profondamente in questa fase iniziale…

Ne comprendono LA LOGICA, ma a meno che non si sia spinti interiormente da una CHIAREZZA CRISTALLINA in termini di obbiettivo ed una VOLONTA’ FERREA, ci si ritrova ben presto a praticare qualcosa che non appaga una parte fondamentale di esigenze:

“Sganciare un po’ da quel peso quotidiano che si accumula mediamente sulle proprie spalle nell’epoca moderna”.

Mentre per il professionista questo aspetto è IRRILEVANTE, non lo è certo per le persone comuni!

Che piaccia o meno, questa è una REALTA’ CON CUI SI DEVE FARE I CONTI, e di cui “ogni insegnante” è consapevole!

ATTENZIONE: potrei spalancare una porta su un oceano scrivendo per ore ed ore su questo argomento… Mi limito a ribadire che NON GIUSTIFICO DI CERTO UN ATTEGGIAMENTO “SCUSANTE” IN TAL SENSO, tuttavia è un dato di fatto di cui è necessario prendere atto.

E, per quanto possibile, tentare di porvi rimedio…

Durante la progressione, progrediscono anche le difficoltà…

Tornando alla nostra piramide, facciamo finta che un buon insegnante abbia trovato “una formula efficace” per mediare tra una buona esigenza didattica e quella “legittima dell’allievo”…

Abbiamo riscontrato che durante il primo anno, la curva di miglioramento è quasi per tutti estremamente proficua e vantaggiosa…

In una scala metaforica da 0 a 10: “Mi impegno 5 e ottengo 3…

Durante il secondo anno, il livello di abilità raggiunto il primo anno ci pone in una condizione percettiva in cui “essendo più abile” dovrei superare gli ostacoli che incontro con molta più facilità…

La realtà in cui, come studente, mi ritrovo si rivela tuttavia del tipo:

“Mi impegno 5 e ottengo 1…”

Se ci pensi, è qualcosa di “logico”…

Tornando alla nostra piramide… crescendo in altezza piano dopo piano, le difficoltà oggettive che si dovranno affrontare per portare i blocchi di pietra al loro posto saranno sempre maggiori!

Se con dei semplici tronchi su cui far scorrere i “mattoni” si riusciva a posizionarli sul piano di base utilizzando solo 10 persone, per “sollevarli” al secondo piano ne servivano 30, al terzo 50 e così via!

I più “intelligenti” creavano “strumenti” che permettessero delle manovre più efficienti, MA ANCHE CREARE QUESTI (ad esempio delle gru) AVEVA UN COSTO!

Ecco che durante lo studio pratico si passa “evolvendo” a dover impegnarsi SEMPRE DI PIU’ per ottenere RISULTATI SEMPRE PIU’ PICCOLI!

Il blocco di pietra più difficile da posizionare sulla piramide è infatti proprio l’ultimo

Il piano “più in alto” è costituito paradossalmente da SOLO UN BLOCCO, ma mettercelo richiede più sforzi che posizionarne CENTO AL PIANO DI BASE!

IL BILANCIO PROIBITIVO…

…diviene così uno dei motivi principali per cui “si manifesta la decimazione” durante la progressione…

Se durante il primo anno ottengo RISULTATI “10” praticando solamente durante le 2/3 ore di lezione settimanali, durante il secondo anno dovrò accettare o di ottenere RISULTATI “5”, o di aumentare le ore di pratica!

Una volta raggiunto il proprio “limite di abilità” legato ad un certo impegno, si raggiungerà “lo stallo”.

VERO E’ che, con un “buon lavoro sui fondamentali”, sulla biomeccanica e la psicomotricità individuale, si dovrebbe incrementare anche il grado di efficienza in termini di apprendimento…

…tuttavia “questo tipo di evoluzione” non sarà SEMPRE IN GRADO di contenere il GAP insito nei “passaggi di livello di studio”…

Sposterà il “punto di stallo più in alto”, ma non lo toglierà di certo!

Una “buona didattica”, fa in modo che questo tipo di “distacco” sia sempre il minore possibile!

PER CUI, in soldoni, uno dei “fattori che incide sulla decimazione degli allievi”, è semplicemente legata al fatto che PROGREDENDO A LIVELLI SUPERIORI, LA MOLE DI IMPEGNO DA “VERSARE” SUL CONTO CORRENTE DELLA PROPRIA EVOLUZIONE, SARA’ SEMPRE MAGGIORE PER OTTENERE RISULTATI “APPARENTEMENTE SEMPRE MINORI”!

Di fatto un risultato “1” ad alti livelli, NON CORRISPONDE ad un risultato uguale sul livello base!!!!

Proprio come “l’abilità” necessaria a collocare un blocco sulla base della piramide NON E’ CERTO DELLA STESSA ENTITA’ NECESSARIA A COLLOCARE “QUELLO SUL CULMINE”!

Essere consapevoli di questo, potrebbe “scoraggiare SICURAMENTE la progressione di qualcuno”, ma anche risultare estremamente “stimolante” per altri…

…quelli che ARIVERANNO IN ALTO!

Le doti fisiche personali sono sicuramente “migliorabili” con il “giusto allenamento”, ma ciò che inciderà in maniera più profonda sull’evoluzione personale, è altro, ed ha a che fare con la mente!

Costruire GRU che aumentino l’EFFICIENZA PRATICA e COGNITIVA…

Ed eccoci “al BONUS speciale”!

Questo sottotitolo metaforico, rappresenta in realtà “la qualità del kung fu” con cui si approccia allo studio del wu shu (arti marziali).

Nel corso degli ultimi 25 anni da insider, mi ha profondamente colpito “l’assenza di competenze in tal senso”

Inizialmente lo accettavo senza rimanerne particolarmente turbato e “affascinato soprattutto dal livello di abilità pratica” che mostrava il maestro che seguivo…

Ma il giorno in cui ho scoperto la differenza tra kung fu e wu shu, il mio interesse ha subito un’impennata ed un cambio di direzione improvviso:

“ho realizzato cosa fosse realmente ad “attirarmi nel mondo delle arti marziali tradizionali”!

Te lo confesso:

“I miei occhi da quel momento non sono più stati gli stessi…”!

D’altra parte, pur riconoscendo “la bellezza genuina” nel guardare a Babbo Natale “con gli occhi del bambino”, non possiamo certo sostenerne una reale utilità a rimanerne “incastrati” DA ADULTI!

Chi scrive sappi che è uno di quei bambini fetenti che già a 8 anni faceva impazzire i genitori sgamando i regali nei giorni antecedenti alle feste natalizie!

Non mi interessava se “dovevo smantellare mezza casa”… LI SGAMAVO SEMPRE! (a tacevo per non ferirli!!!!!!)

Almeno fino a quando mi sono spinto “troppo oltre” e ho smantellato la casa del vicino di casa che in amicizia si era offerto di nascondere i miei regali di santa Lucia!

Pfffff… illusi!!!! ^_^

Mi è indubbiamente rimasta la “suscettibilità” alla bravura nelle esecuzioni pratiche, ma ho iniziato a dirottare molte energie e tempo al mondo delle competenze utili ai formatori!

La FALLA che ho riscontrato poi nelle tipiche scuole di arti marziali? LA DIDATTICA!

Tornando a noi…

Non voglio dilungarmi molto sulla questione, ne ho già parlato in vari altri articoli che trovi qui sul blog, tuttavia ribadisco ancora una volta che “le competenze reali” di un insegnante, dal momento che diviene il “riferimento per la sua scuola” incidono nella pietra il valore ed i limiti della didattica a disposizione degli allievi!

Per questo motivo andrebbero indagate senza riserve!

Come andrebbe monitorata “l’evoluzione della scuola”!

Se è vero infatti che una progressione “temporale” si manifesta sempre, è verificarne la qualità che determina se si stratta di una reale evoluzione, di un ristagno o addirittura di un’involuzione!

Quelle troppo ermetiche, dove il maestro fedelmente fa quello che gli ha insegnato il suo maestro, che a sua volta ha imparato dal suo maestro e via discorrendo… offrono uno scenario reale dove un’evoluzione autentica c’è anche stata, ma magari 500 anni fa e poi “il buio cosmico” di fotocopie…

Ci sono scuole che dicono e fanno OGGI le stesse cose che dicevano e facevano 20 anni fa…

Se le “analizzi con cura”, magari potranno essere “cresciute come numero di ADEPTI FEDELI”, ma indagando più a fondo, NON TROVERAI NULLA DI DIVERSO DI QUANTO “CREATO” DECENNI O SECOLI PRIMA!

…e questo, di solito, non è certo UN BUON SEGNALE dal punto di vista evolutivo!

Ogni Maestro contribuisce all’evoluzione della propria scuola… ma farlo acquisendo costanti competenze umane o dando sfoggio alla “propria creatività, al proprio ego ed ai propri bisogni personali” NON AVRA’ CERTO LO STESSO PESO!

UN REGALO PREZIOSO…

Come ti dicevo in apertura di articolo, oggi mi sento generoso…

Per cui eccoti una “dritta operativa” che ti aiuterà ad ottenere risultati VERI indipendentemente dal fatto che tu sia un insegnante o un allievo:

Fai allenamenti “mirati”!

Armato di Umiltà e Volontà, dovrai imparare a sviluppare competenze specifiche (grazie alla tua guida SE LE HA!) e convogliare tutte le tue risorse a “qualcosa di specifico”!

Durante il primo anno, una pratica generalista conduce sicuramente a risultati più o meno per tutti, ma negli anni successivi L’ANTIFONA CAMBIA NETTAMENTE!

Per i motivi descritti prima, partendo da zero fino al “proprio limite fisiologico”, il gioco risulterà per certi versi facile e anche senza particolari accorgimenti un miglioramento sarà SCONTATO.

Ma è dal momento che ci troveremo al cospetto di un nostro limite che “dovremo fare QUALCOSA IN PIU’ per superarlo”: sviluppare nuove o maggiore abilità!

La via più intelligente per farlo, è dedicarsi ad un lavoro “mirato” che convogli “tutte le nostre energie ed il nostro tempo” verso un obbiettivo singolo e definito con chiarezza!

Una volta “attaccato” quel singolo limite e averlo superato, cercane un altro e fai la stessa cosa!

Lo scopo della “arti” marziali è dopotutto quello di metterti nelle condizioni di “cercare, trovare e far emergere un limite”, affrontarlo e sviluppare abilità per superarlo!

Se tu ti alleni “in modo generalista per un anno”, oppure lo fai in modo “mirato” su ogni limite che emerge, nel giro di un anno otterrai UNA PROGRESSIONE COMPLETAMENTE DIVERSA!

La metafora del “confronto fisico in combattimento” è un mezzo valido, ma non è l’unico e neppure necessariamente il più proficuo!

Persino IN GUERRA il grosso del successo viene costruito “extra campo di battaglia”!

Anche nel SUN TSU (il libro dell’arte della guerra) si fa riferimento alla strategia di “attaccare l’esercito nemico in un unico punto”… in maniera da convogliare le proprie risorse producendo un effetto “penetrante” più efficace!

Non si tratta di “entrare in guerra” ovviamente, ma di abbracciare un’intelligenza di fondo che renderà più efficiente il processo di evoluzione della situazione!

Ancora una volta, avere a disposizione una guida in grado “di permetterti di mirare correttamente”, farà la differenza!

Come lo farebbe avere un “ottimo generale” a guidare l’esercito!

Avere “la copia del maestro del FANTASMA del maestro del suo granmaestro”, ti incastrerà invece in un tunnel di competenze “ferme a secoli fa”!

…anche se nel frattempo “qualcosina” è cambiato in termini di contesto, di esigenze, di motivazione e di abilità utili specifiche!

Se hai a che fare con il mondo delle arti marziali “cinesi”, tieni presente che “ciò che si dice”, è vero:

Non è il Maestro a dover insegnare, ma tu allievo a voler imparare!

Se da un lato quest’affermazione sottintende qualcosa di buono, contiene anche qualcosa di cui è meglio che tu tenga presente (specie nella realtà odierna)

Un Maestro non è tenuto a insegnarti nulla!!!

Un tale assunto, con il passare di anni in cui “non si è stati tenuti a dimostrare nulla”, ha prodotto una grave ANOMALIA DEL CORPO DOCENTE!

Aggiungici che “chi insegna”, NON VIENE MAI TESTATO SULLA CAPACITA’ REALE DI GUIDARE GLI ALTRI AD OTTENERE RISULTATI, ma esclusivamente in quella di ESECUTORE (quando accade realmente)!

Il tipico “maestro di arti marziali”, storicamente non era necessariamente UN INSEGNANTE, ma un “esecutore” il cui livello di abilità aveva raggiunto la MAESTRIA!

E se insegnava senza sviluppare “altre abilità”, poteva semplicemente fungere da ESEMPIO replicabile “esclusivamente da chi aveva caratteristiche e potenziale affine al suo”!

Il passaggio di testimone arrivava così attraverso un processo “puramente selettivo” in termini di affinità… qualcosa di “diverso” da ciò che dovrebbe essere UNA SCUOLA! Ok?

Una cosa che era VALIDA allora come oggi, rimane magari il “tipo di atteggiamento” da abbracciare durante lo studio e la pratica:

“Smettila di giustificarti!”

L’atteggiamento mentale che utilizzi, è qualcosa che “non dovresti sottovalutare”!

Mettere in atto un lavoro pratico come quello che ti ho appena citato, NON E’ COSI’ SEMPLICE COME LEGGERLO!

Sappi che l’ostacolo più grande durante la tua evoluzione personale, proverrà quasi sempre “dalla tua mente” (e non DAL CORPO come si tende a credere e FAR CREDERE “COME DOCENTI SCARSI E INCAPACI”!).

Se insisterai bombardando la tua mente “ricercando dei motivi validi per cui NON FARE CIO’ CHE HAI CAPITO DI DOVER FARE”, risultati appaganti ne otterrai gran pochi!

Meno coccole, e più calci nel culetto! 😉

Sii sempre GRATO a chi “dall’alto della propria maggior competenza” elargisce dritte che tu puoi applicare liberamente…

…ma scegli la guida che ti obbliga a “credere in te stesso”… invece al suo “titolo divino”!

Voglio concludere con una particolare ultima dritta che voglio integrare all’argomento:

La guida che ti vincola a “credere nel MAESTRO” invece che in te stesso, potrà anche esserti di un qualche aiuto se “fatalità” sei una specie di sua fotocopia

…ma se non lo sei, si rivelerà semplicemente UN MURO INVALICABILE PER LA TUA CRESCITA PERSONALE!

Diffida fortemente da chi “non ti sostiene e non ti stimola” nel RICERCARE LA FORZA dentro di te e soprattutto DI IMPIEGARLA “PER TE STESSO”!

UNA MUSA PUO’ ESSERE DI ISPIRAZIONE E FARTI USCIRE DALLE SABBIE MOBILI…

…ma anche inchiodarti “in una realtà CHE NON E’ LA TUA”, e dove i TUOI PUNTI DI FORZA, se non sono uguali AI SUOI, non avranno alcun valore!

OGNI BUON MAESTRO dovrebbe esserne consapevole ad agire in tal senso…

Zaijian

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu
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