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ARTI MARZIALI BENESSERE SVILUPPO PERSONALE TAI JI QUAN

Resistenza al cambiamento … ciò che trasforma gli ostacoli in PROBLEMI…

resistenza al cambiamento

Ti è mai capitato di sapere esattamente “cosa fare”, “perchè fare”, “come fare”, e paradossalmente di NON AGIRE IN QUELLA DIREZIONE?

Ti sei mai fermato/a ad analizzare con calma da dove nasce un tale apparente paradosso?

Un ambiente sano dove studiare alcune particolari arti marziali (specie se orientali), può fornire “le risposte” e la soluzione a questo tipo di problematiche…

Purchè alla guida non ci sia il “classico Maestro”…

…e soprattutto TU come allievo sia in grado di pagare il prezzo del “mettersi realmente in discussione”…

Già… perchè se è vero che in giro c’è pieno di “furbi”, lo è anche perchè pullulano “gli ingenui o gli sprovveduti”!

Fai pace con “il tuo capo”!

Pesci-nella-rete

Il riferimento alle “arti” di qualche riga fa, trova la sua sublimazione in una delle discipline forse più diffuse e discusse del pianeta:  il Tai Ji Quan.

Con la complicità di youtube e della stessa internet da cui “anche ora attingi informazioni”, come dibattuto in altri vari articoli si rischia quotidianamente di “finire in un altro tipo di rete” come dei pesci!

Proprio in relazione a questo “tipo di problema”, mi capita regolarmente di scontrarmi con un paio di problemucci che sembrano affliggere le persone dedite allo studio pratico di questa nobile disciplina:

  1. La difficoltà nell’accettare REALMENTE
  2. La resistenza al cambiamento 

Entrambe le questioni, affondano le proprie radici, nel Tipo di Mentalità che caratterizza l’individuo medio.

Si tratta quindi di un tipo di problematica che per forza di cose chiama in causa la tanto SCONOSCIUTA e SCREDITATA MENTE!

La mente che mente…

Non è dopotutto più un segreto che “il pane quotidiano per i ciarlatani”  siano “mantra” del tipo: LA MENTE CHE MENTE o baggianate simili!

La mente “non mente mai”… se la si conosce, la si sa leggere e se ne coltivano le potenzialità in modo intelligente!

MA QUI CASCA L’ASINO:

Quante, tra le persone comuni, dedicano o hanno dedicato tempo ed energie per conoscere e coltivare le POTENZIALITA’ che il nostro CAPO racchiude?

Non scomodarti in improbabili “conti decontestualizzati”… SONO POCHISSIMI.

Anzi!

Chi di solito si avvicina a questo tipo di PRATICA, lo fa spinto dalla “convinzione” che sia proprio IL LORO CAPO ad ingannarli e procurar problemi.

 Brancolando nella fumosa persuasione (alimentata da decenni di film e libri “discutibili”) che le arti orientali siano esattamente ciò che faccia al caso loro per LICENZIARLO!

Un po’ come se percorrendo una strada a bordo della propria macchina, alla vista della spia di qualche “anomalia” (tipo quella della riserva carburante), si cercasse una soluzione reale nello staccare i fili che fanno funzionare la lampadina!

Percezione e realtà…

Se la spia dell’olio si accende “per segnalarci che qualcosa non funziona perfettamente”, dovremmo quanto prima fermarci, spegnere il motore e verificare il livello dell’olio nel motore della nostra auto!

Allo stesso modo, se il nostro modo di pensare ci trasforma dei “semplici ostacoli in PROBLEMI”, dovremmo quantomeno fermarci, assicurarci di “comprendere ciò che sta succedendo nella nostra mente”, e attuare un atteggiamento RISOLUTIVO:

AGGIUNGERE OLIO NEL MOTORE…

AGGIUNGERE CONOSCENZA NELLA NOSTRA MENTE.

Nonostante si faccia un gran parlare di CONSAPEVOLEZZA, INTELLIGENZA, ACCETTAZIONE, mi rendo sempre più conto che se ne parla PIU’ “PER BISOGNO” che per ASSONANZA con la propria mentalità!

Più una persona ha la mentalità da “fallito”, più parla di “successo”…

Maggiormente un individuo è insicuro, più parla di sicurezza…

Maggiore è la paura che non si affronta, più si parla di coraggio…

Come stiamo messi a COERENZA?

Ed anche se “apparentemente” questo non testimonia di certo “qualcosa che non va”, il vero TEST è e RIMANE nella COERENZA tra ciò che si dice e ciò che SI FA!

Se nella vita pullulano i fallimenti, NON E’ “PARLANDO DI SUCCESSI” che si risolvono le cose… ma OTTENENDOLI IN CHIAVE PRATICA!

Se nella quotidianità si vive all’ombra dell’insicurezza, NON E’ “PARLANDO DI SICUREZZA” che le cose cambieranno…

ma AFFRONTANDO IN CHIAVE PRATICA OGNI INSICUREZZA “FINO AL MOMENTO IN CUI VERRA’ PERCEPITA DIVERSAMENTE”!

Se è la PAURA ad accompagnarmi ad ogni sfida, NON E’ “PARLANDO DI CORAGGIO” che cambierà qualcosa… ma AFFRONTANDO OGNI TIMORE SUL PIANO PRATICO!

E’ la mente che “mente”?  

O NOI CHE MENTIAMO A NOI STESSI QUANDO AFFERMIAMO DI “SAPERE ESATTAMENTE COME FUNZIONA LA NOSTRA MATERIA GRIGIA”…

…ma leggiamo solo NOVELLA 2000, andiamo dall’estetista o pratichiamo “esclusivamente PER SUDARE E DISTRARCI DALLE ROTTURE DI PALLE” della vita che ci siamo scelti?

Perchè vedi, se non partiamo almeno da un BASE DI “ONESTA’ CON NOI STESSI”, smettendola di rinnegare o “distorcere a nostro piacimento” ogni problema, l’unica cosa a cui potremo realmente auspicare è l’iscriversi ad un corso di tai ji che corrisponda al manomettere il “pannello di controllo” della nostra auto!

Una questione è “non comprendere” il significato delle spie CHE SI ACCENDONO SUL CRUSCOTTO, un’altro paio di maniche è “ESSERNE INFASTIDITI ED AFFIDARCI AD UN SEDICENTE MECCANICO PER FAR TOGLIER LA CORRENTE ALLE LAMPADINE CHE CI SEGNALANO LE ANOMALIE”!

Unico epilogo auspicabile?

FUSIONE DEL MOTORE o danni ben più grandi di quello “segnalato” in origine… (“PAGANDO” pure per arrivarci!)

IL NEMICO NUMERO 1.

prezzo-da-pagare cambiamento

Torna su di qualche riga:

  1. Difficoltà di accettare
  2. Resistenza al cambiamento

Entrambi dipendono da un prezzo da pagare che generalmente non ci si vuole accollare!

Te ne parlo anche nell’articolo che trovi cliccando QUI

Riflettici:

…ciò che stiamo vivendo non ci soddisfa per qualche motivo; se questo è un problema, dobbiamo “risolvere” per non far crescere insoddisfazione e frustrazione…

Per risolvere, dovremo NECESSARIAMENTE “CAMBIARE QUALCOSA”… ogni miglioramento è prima di tutto un “cambiamento” (in meglio per l’appunto!).

“Affrontare” la sfida, sarà possibile esclusivamente se ACCETTIAMO INTIMAMENTE di avere un OSTACOLO DA AFFRONTARE E SUPERARE… (se ci NEGHIAMO l’esistenza del problema, ci neghiamo anche la via per superarlo!)

Superato questo scoglio, si tratta di trovare i MEZZI ed una STRATEGIA per attuare il cambiamento…

Una volta fatto questo, ci scontreremo con LA “QUASI” NATURALE RESISTENZA AL CAMBIAMENTO sviluppata dall’essere umano…

In questa fase dovremmo TOGLIERE “QUALSIASI SCUSA”, e battere incessantemente LA STRADA RISOLUTIVA!

La teoria sembra “facile”…

ANZI, LO E’!

E’ “tradurre in chiave pratica” la soluzione che è DIFFICILE!

Perchè il farlo, corrisponde all’andare CONTRO alle nostre abitudini… soprattutto a quelle “mentali”, da cui dipendono quelle PSICO FISICHE e quelle PSICO EMOTIVE!

E’ quindi il tipo di MENTALITA’ a definire la DIFFICOLTA’ INDIVIDUALE sulla via del miglioramento…

Questo significa che:

se mi sono avvicinato ad un corso di “tai ji” nutrendo la speranza di trovarci LA SOLUZIONE AD UN MIO PROBLEMA, potrò in realtà trovarla esclusivamente se sono disposto ad accettare il prezzo di un cambiamento!

Come disciplina rappresenta infatti la METAFORA SUPREMA DEL CAMBIAMENTO!

Se ciò che mi causava un problema era la “propensione a SEGUIRE CONVINZIONI”, e mi iscrivo e studio mosso esclusivamente da CONVINZIONI, non cambierò nulla! (dentro di me)

Al massimo e marginalmente, “l’ambiente intorno a me”!

L’UNICA SOLUZIONE REALE: L’ARTE del CAMBIAMENTO

Tao: senza resistenza al cambiamentoSciogliere le resistenze al cambiamento abbracciando l’arte del cambiamento!

Come PER IL CORPO, così per la MENTE!

Una convinzione corporea, è una RIGIDITA’!

Una convinzione della mente, è una rigidità!

Convincersi che LA PRATICA “ABBANDONANDO LA MENTE” sia la soluzione, non farà altro che “affondarti nelle sabbie mobili del problema”!

La mente nel tai ji svolge un ruolo fondamentale, ma differente in relazione alla “fase di studio” che si affronta.

Accettare intimamente il “NO MENTE”, corrisponde all’identificazione in un braccio, in una mano… un “esecutore” perennemente vincolato alla MENTE DI QUALCUN ALTRO!

(quella di chi GUIDA?!?!??!?!?!)

Poi “ti credo” che si finisca per ripiegare su SPERANZA o FORTUNA!!!

MENTE E COME!!!! Specie nella nostra cultura!

Anche noi occidentali possiamo auspicare all’armonia a cui conducono le pratiche orientali (non solo il tai ji), ma “essendo figli di una cultura profondamente diversa“, è per NOI necessario:

  • “comprendere la nostra situazione di partenza”
  • “accettare le differenze culturali”
  • “comprendere le dinamiche della disciplina da imparare” (NON SEMPLICEMENTE “CREDERCI”!)
  • “Accettare il prezzo del cambiamento” (che per un occidentale è mediamente MOOOOOLTO più alto che per un orientale!)

Se non cambio le mie abitudini, non cambieranno i risultati!

Non cambiando le mie azioni, non cambieranno le mie abitudini!

Se non cambio il mio modo di pensare (mentalità), non cambieranno le mie azioni!

IL RESTO SONO “SOLO STRUMENTI”… (come il LINGUAGGIO… che fa da “interfaccia” per leggere e trasformare i nostri pensieri)

“MEZZI CHE UNA GUIDA COMPETENTE” deve essere stato in grado di acquisire a sua volta, e soprattutto INTIMAMENTE DISPOSTO ONESTAMENTE AD “OFFRIRE”!

Nessun segreto…

Niente carriera necessaria…

Non sarà il TEMPO a portare RISULTATI DIVERSI, ma i cambiamenti affrontati fino in fondo…

Zero “gerarchie imposte”, ma umiltà…

“Seduzioni motivanti”? …meglio la “volontà”…

Se c’è LA PASSIONE, tanto di guadagnato, ma I RISULTATI, quelli veri, ARRIVERANNO “CON LA DISCIPLINA”!

Puoi decidere di “fartela imporre dall’alto”, o scegliendola in autonomia…

Puoi decidere di “affidarti AD UN CAPO QUALSIASI”, o scegliendo quello che hai sul collo!

SII CURIOSO!

COLTIVALO e scoprine le potenzialità nascoste!

Dopotutto, se “gli esperti” ci hanno azzeccato, ricorda che viviamo mediamente ignorando più del 90% delle nostre facoltà mentali!

Ergo, avremo da studiare e imparare fino a che “morte non ci separi” da ciò che umanamente intendiamo con la parola “VITA”…

Il Tai ji non è separare la MENTE dal CORPO, ma una splendida metafora pratica dell’armonia che tra di essi possiamo favorire e coltivare…

 

Buona riflessione…

 

ZAIJIAN

 

                   – Sergio –

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu

 

12 risposte su “Resistenza al cambiamento … ciò che trasforma gli ostacoli in PROBLEMI…”

Riciao Sergio
Rileggendo l’articolo “magicamente” mi é entrata in testa un’altra domanda…
Vedo di spiegarmi, solitamente una persona cerca sicurezza nella routine che secondo me è un motivo della resistenza al cambiamento ma nel mio caso invece quando qualcosa inizia a diventare una routine, che magari non dà più stimoli, crea una sorta di inquietudine e desiderio di cambiamento. Tutto questo vale per un po’ di tutto, ad esempio lavoro, abitazione e paese di residenza, strade da percorrere….
Bene sperando di essermi spiegato la domanda è: la resistenza al cambiamento e la “paura” del non cambiamento sono due fenomeni correlati tra loro o sono dovuti a fattori completamente diversi?
Grazi per l’opportunità di riflessione che offri ^_^

Riciao a te… ^_^

Ma che bello “scorgere qualcosa di vivo” nei commenti di qualcuno 😉

Hai toccato un altro “tasto speciale”…

SI, QUELLO CHE HAI SCRITTO NON SOLO HA SENSO, ma è addirittura uno dei tasselli fondamentali per chi studia le potenzialità umane…!

SICUREZZA e VARIETA’, sono infatti 2 dei 4 fondamentali bisogni dell’essere umano…

Puoi trovare qualcosa anche qui nel blog cercando “I BISOGNI FONDAMENTALI UMANI” attraverso la casella di ricerca… oppure in rete “i 6 bisogni umani” codificati da Anthony Robbins, o ancora meglio LA PIRAMIDE DEI BISOGNI UMANI di Abraham Maslow (da cui deriva tutto)

Come ti dicevo, i 2 bisogni che hai citato sono “non solo correlati”, ma anche complementari (per certi versi!)

Più il bisogno di SICUREZZA è appagato attraverso la routine, e più si svilupperà quello di VARIETA’!

Il SEGRETO sta nel riuscire ad intercettare delle modalità di appagamento INTELLIGENTI… Per evitare di finire in una spirale di conseguenze che rinchiudono in circoli viziosi.

Ps. conosco qualcuno che è riuscito a “craccare” una sorta di paradigma “imbroglioso”: TROVARE LA SICUREZZA NELLA VARIETA’… ^_^

Se ci pensi, ogni crescita o evoluzione si fonda, per certi versi, su dinamiche di questo tipo 😉

Ciao Sergio, bell’articolo che come sempre fa riflettere…
Domanda: Se noi siamo (anche) il nostro cervello, che poi è quello che prende o non prende le decisioni, cos’è che ci blocca una volta che abbiamo capito che dobbiamo attuare un cambiamento? Che possa essere una sorta di istinto di protezione sviluppato in migliaia di anni di evoluzione?

Ciao Manuel…

Grazie per il tuo puntuale contributo…

Sollevi un quesito molto interessante, ma anche “difficile” da risolvere in modo soddisfacente senza un “contesto” di riferimento…

Più che di “istinto di protezione”, parlerei di istinto alla “conservazione”…

E’ qualcosa di legato alle abitudini (qualcosa di ripetuto e che nel tempo è divenuto un automatismo), alle esperienze (che ti ricordo sortire un effetto molto imponente nel caso in cui avvengano in uno stato di “picco emotivo”), alla “paura”…

Tendenzialmente (ma è senza dubbio una maxi generalizzazione), è proprio quest’ultima che “frena”…

Vedi, quando affermi che “siamo il nostro cervello”, pur sostenendo qualcosa forse “un po’ troppo integralista”, trovo che tocchi il punto della questione…

Personalmente direi che siamo ANCHE il cervello…

Ma per capire meglio, devi tener presente “come funziona” questo elemento straordinario così coinvolto nei processi decisionali…

Te ne accenno solamente, perchè meriterebbe la stesura di un TOMO! 😉

IPER SEMPLIFICANDO, la mente umana funziona “con una componente analitica”, ed una “più emotiva” (ma è un azzardo definirla in questo modo! Tienilo presente)

Se per abitudine ho sempre “dato credito” SOLO ALLA PARTE EMOTIVA, quello che “capiamo” in sostanza non conterà un cacchio! ^_^

Della serie:

SI CAPISCO… ma…!
SI CAPISCO… però…!

ETC ETC…

Questa incoerenza “interna” rende sostanzialmente INSICURI…

Quando invece la parte emotiva e quella razionale/analitica, VANNO D’ACCORDO, ecco la “magia decisionale” senza conflitti…

Questo è uno dei casi “più gettonati”… anche se, come dicevo, non si tratta dell’unico… 😉

Articolo bellissimo, mi è piaciuto molto e come sempre tocchi tanti punti che meritano più di una riflessione. Mi sono estratta anche dei punti che stampo e incollo sul muro dell’ufficio.
Durante uno degli ultimi allenamenti, mi aveva colpito molto una cosa che mi avevi fatto notare riguardo alle resistenze del nostro corpo: in particolare (lo dico per mettere a fattor comune di chi legge) anche una certa rigidità in un movimento del polso stava a significare che vi era una certa forma di resistenza da parte mia al cambiamento. E’ sorprendente come anche questo possa influire a livello inconscio.
Quindi se capisco bene, rileggendo quando hai detto nel tuo articolo “QUALCOSA DI SCONVOLGENTE SUL “TAI JI QUAN”… in particolare quando dici: “ Scrutare e plasmare il proprio linguaggio interno, il focus mentale e la fisiologia ai fini di incidere sulla capacità di controllo e gestione di sé…”… per fisiologia possiamo intendere quella rigidità a cui ho accennato sopra?
Grazie
Cry

Ciao Cristina…

Grazie per il tuo commento…

Se con la tua domanda finale intendi: “quella rigidità a cui ho accennato sopra, FA PARTE DELLA FISIOLOGIA”?

La risposta è SI.

Tutti gli aspetti fisiologici, come pustura, respiro, biomeccanica etc… hanno il “loro legame” con la pratica!

Una volta che ho “compreso” il modo corretto corretto di muovermi, “devo” accettare di disciplinare il mio corpo a quanto appreso…

E’ esattamente questa “la fase critica” di un praticante… in quanto si ritrova a dover affrontare “propri limiti”… (fisici e mentali…)

E per farlo dovrà “affrontare tutte quelle resistenze al cambiamento” che sono divenute parte integrante dell’imprinting personale medio.

Il prenderne coscienza è solo “il primo” (ma INDISPENSABILE) passo…

Il resto dipende da un atteggiamento UMILE E VOLENTEROSO, attraverso cui impiegare tempo ed energie per sviluppare un’abilità, migliorarla o praticarla al meglio… (in altre parole: kung fu) ^_^

Leggendo l’articolo mi rendo conto che é stato per me tanto più complicato/dispendioso superare un ostacolo quanto più tempo ho passato ad “imbrogliare le carte in tavola” (non ammettere che l’ostacolo sussistesse, riconoscerlo e rinviarne il confronto, non voler accettare il prezzo da pagare per il disagio di cambiare approccio nell’affrontarlo, mettere in discussione alcune convinzioni più o meno radicate ecc…). Trovo che l’articolo offra spunti estremamente validi e applicabili in qualsiasi contesto.

Ciao Alessandro…

Ti ringrazio per il tuo contributo personale.

Qualche anno fa, i “dotti” parlavano di “procastinatori” in tal senso…

Di fatto “non perchè” ci fosse un semplice “rimando all’azione” (risolutiva), bensì proprio perchè si è sviluppata la tendenza proprio “ad imbrogliare le carte in tavola”!

Il farlo, crea infatti le condizioni per “eludere la propria coscienza”, trascendendo le classiche giustificazioni…

Una sorta di “evoluzione” della paraculaggine… “figlia di tutte quelle comodità” che ai giorni nostri sono divenute qualcosa di “normale” e per certi versi, SCONTATE.

La vita NON FA SCONTI.

Forse la mentalità da discount mista alla persuasione di poter “acquistare quasi tutto”, trae molto più in inganno di quel che sembra…

Anche le persone “intelligenti”… 😉

Ciao Sergio! Quindi per aumentare questo “potere” che abbiamo l’unico “secreto” è mettersi REALMENTE in discussione con umiltà? E avere ben chiaro ognu prezzo da pagare in ogni nostra scelta?

Mmmm… “l’unico” non direi… si tratta di una condizione “necessaria”, ma di fatto, poi per acquisire un “maggior controllo” della nostra zucca bisogna STUDIARE in modo intelligente!!! (possibilmente lasciando perdere “cazzabubbole e affini!) 😉

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