La “chiave di ogni crescita”: IL DISAGIO

DisagioLa simpatica immagine di Spongebob sorridente e arcobalenizzato qui a fianco, dovrebbe essere impiegata come “formula primordiale” nell’educazione di ogni individuo al COME PROCESSARE LE SENSAZIONI DI DISAGIO !

Se imparassimo a farlo, produrremo nei figli (o in chi ci segue o dipende da noi) una brusca accelerazione nell’efficienza dei processi di comprensione, di apprendimento e miglioramento!

Questo non solo ha a che vedere con “gli skill-set” del “Leader efficace” (dirigenti, formatori, educatori, genitori…), ma anche e soprattutto per “l’individuo che desidera davvero evolvere liberamente e in perfetta autonomia”!

Nella mia mente di studioso del miglioramento, ho sempre chiara l’assonanza delle varie formule che accomunano “LE GUIDE” che ho seguito e che seguo tutt’ora:

“Fatica è bello”…

“Abituati a fare un passo di più del necessario”…

“Fai ciò che ritieni giusto, non ciò che fanno gli altri”…

“Prima il dovere, poi il piacere”…

“Quando fai qualcosa, impegnati a farla bene da subito… altrimenti ti toccherà sprecare tempo ed energie per rifarla o sistemarla”…

“Ogni cosa è difficile…prima di diventare facile”…

“Focalizzati sui PROCESSI… non sugli eventi…”

“Ogni decisione ha un prezzo da pagare… come prima cosa accetta di pagarlo!”

“Ogni faccia ha 2 medaglie”…

“Le più grandi soddisfazioni, derivano da GRANDI SACRIFICI”…

Potrei elencarti “decine” di “modi di dire” che intendono la stessa cosa:

Se vuoi cambiare/migliorare qualcosa, c’è sempre un prezzo in termini di disagio da pagare!!!

Non si tratta di una sorta di “TASSA” introdotta da qualche tiranno del benessere, ma di una pura legge naturale insita in ogni processo di crescita…

  • Sei un animale ed hai fame? Devi alzarti e andare a cacciare, arrampicarti sugli alberi, scavare, correre, nuotare… etc etc…
  • Vai in palestra?  Se vuoi “aumentare la forza dei tuoi muscoli”, dovrai pian piano “aumentare il carico dei pesi che utilizzi per allenarti”!!!  Non ne accetti il prezzo in “fatica fisica”, I RISULTATI “NON ARRIVERANNO MAI”!
  • Vuoi veramente migliorare la tua abilità di difenderti? Devi “combattere” e provare “sul campo” il tuo punto di partenza, i tuoi punti di forza e i tuoi limiti… poi “devi lavorarci” e ACCETTARE DI PAGARE IL PREZZO DI “FARTI MALE”… Un occhio nero, un’articolazione ferita, lividi etc… Sono un tipo “di disagio” che è necessario accettare di pagare!!! (volere imparare a difendersi, e dopo 2 lezioni abbandonare un corso perchè c’è troppa violenza e ci si fa male, “mi puzza sempre di quel VORREI MA NON SONO CONSAPEVOLE DI QUANTO MI COSTI” tipico di quelle personalità “viziate” che sembrano essersi moltiplicate negli ultimi 30 anni!)
  • Vuoi imparare a nuotare? Devi accettare il “disagio di bagnarti la pelle”…
  • Vuoi superare la paura? Devi agire con “coraggio” e accettare il disagio della sensazione che ti provoca l’aver paura…
  • Vuoi migliorare le tue condizioni di “serenità interiore”? Devi accettare il prezzo di “viverne il disagio” necessario mentre IMPARI a gestire e risolvere i “conflitti interiori”!

Anche “per questa via” potrei elencarti decine di esempi…  Ma credo che il senso sia già sufficientemente CHIARO… no? 😉

DISAGIO e SOFFERENZA…

Una delle speculazioni più strettamente correlate a questa parola, derivano dal suo legame con “la sofferenza”…

(personalmente lo ritengo “una semplice conseguenza di errori educativi…” ma non è questo il topic di queste righe e tuttavia, con un pizzico di umiltà e volontà si possono compiere “veri e propri miracoli”!) 😉

Trovo interessante prendere in considerazione la questione “PERCEZIONE”, perchè di fatto, a lato pratico, è questa ancora una volta ad incidere pesantemente sui risultati!

Più il disagio è associato ad una sofferenza, e più verrà minata l’efficienza nel processo dell’evoluzione…

Per comprendere meglio questo passaggio è necessario che ti chiarisca un concetto primordiale:

LEVA PIACERE/DOLORE

Leva piacere dolore copia

Anche nota come Tecnica del Bastone e della Carota (o T.B.C.) , ai giorni nostri sembra improvvisamente rappresentare l’emblema “motivazionale dei corsi aziendali”, ma i VERI ARTEFICI di tale “arte”, sono LE RELIGIONI!   (lo so… sei rimasto un po’ deluso dalla notizia perchè in fondo ti aspettavi fosse “qualcosa da ammaestratori”… un altro paletto in argento da conficcare nel cuore di quei CATTIVONI VAMPIRI DEL CIRCO… e invece no!) 😛

Ma senza addentrarci in argomenti “spinosi”, è importante comprendere che si tratta di una tecnica legata alla “conoscenza di alcune dinamiche mentali”:

La mente, rifugge il DOLORE e persegue il PIACERE… Questo  sembrerebbe rappresentare un “principio basilare” non solamente per la sfera umana, ma un qualcosa che coinvolge l’intera natura…!   Facile da intuire negli animali, un po’ meno con i vegetali…

Tuttavia… molto grossolanamente:

Con IL DOLORE “spingo”… con il PIACERE “tiro”!

Chiaro questo passaggio?

Detto in altre parole, IL DOLORE FA “ALLONTANARE DA”e IL PIACERE FA “AVVICINARE VERSO”

Se hai voglia di “erudirti”, puoi cercare qualcosa sui “metamodelli VIA DA e VERSO”… IN RETE puoi trovare un bel po’ di materiale…

Se hai letto il mio articolo che tratta “LA MOTIVAZIONE DI UN ARTISTA MARZIALE“, questo concetto viene reso digeribile dall’essere attirato dal benessere delle menti focalizzate in un certo modo… o il provare repulsione per il malessere nelle menti focalizzate in un altro!

Quando “internamente si finisce per CLASSIFICARE il disagio naturale insito in ogni processo di crescita” come SOFFERENZA, una sensazione più o meno marcata inizierà A SPINGERE VIA, ad allontanare dal processo in atto!

Per farti un esempio:

Molti anni fa avevo una compagna molto bella…

Hai presente “quel tipo di persone FORTUNATE a livello fisico” che godono di un corpo invidiabile “senza fare nulla”, alla facciazza dI TUTTI QUELLI CHE SI FANNO “UN CULO COSI'” TUTTI I GIORNI IN PALESTRA??

Ecco!!!

Fatto sta, che essendo io un amante dell’attività fisica da SEMPRE, tolta la porzione di giornata dedicata ai reciproci lavori, se lei si fosse dedicata allo shopping e io alla palestra, avremmo finito per “viverci veramente poco”!

Decidemmo quindi di dedicare 2 sere a settimana al body building (amatoriale…per carità divina!), attraverso cui prenderci cura contemporaneamente del nostro corpo e del rapporto… dopotutto, varcata abbondantemente la soglia dei 30, pur “essendo geneticamente fortunati”, di sicuro il sostegno dell’esercizio fisico avrebbe quantomeno ritardato gli inevitabili segnali dell’invecchiamento…! 😉

Epilogo?

2 LEZIONI!!!!

“Ogni volta che si metteva a fare il minimo sforzo”, il naturale disagio muscolare CHE GLI SPORTIVI ADORANO (tra l’altro responsabile di “quella storia là” del rilascio delle endorfine tanto sbandierate per contrastare lo stress lavorativo dei tempi moderni!), per lei si trattava di PURA SOFFERENZA!

Motivazione a “-40” nel giro di ore totali di allenamento “2”!!!

Una cosa quindi è la SOFFERENZA (che naturalmente genera un allontanamento)… un’altro paio di maniche è il DISAGIO (tra l’altro temporaneo) NECESSARIO a recuperare o costruire “DELLE CONDIZIONI DI AGIO” nelle varie tappe dei PROCESSI DI CRESCITA!

Se digiti nella barra apposita di qualsiasi motore di ricerca le parole “comfort zone” troverai un sacco di informazioni utili a “chiarire in modo approfondito” questi meccanismi “interiori”…

Ma puoi anche usufruire della casellina “cerca” di questo blog, e inserendo quelle parole ti compariranno un altro paio di articoli dove “spiego in modo digeribile” (ed in italiano) alcuni concetti fondamentali legati a questi processi…

CONCLUDENDO…

Come vedi, il concetto di DISAGIO ha non solo a che vedere con quello della “motivazione”, ma a lato pratico, è direttamente coinvolto nei processi “del miglioramento” e della “qualità della vita che conduciamo”…

Ricordo ancora in modo estremamente vivido, la frase che “un noto formatore” espresse in occasione di uno dei corsi più valorizzanti in merito a “crescita personale”, che una persona “Normale” possa seguire:

La “qualità della nostra vita” è direttamente proporzionale alla quantità di DISAGIO che riusciamo ad accettare e processare in modo intelligente…

Che si tratti del PIANO FISICO, quello EMOTIVO o quello PSICOLOGICO, ricordati sempre che I RISULTATI che sarai in grado di ottenere dipendono proprio dal modo in cui DECIDERAI DI PROCESSARE la quantità di disagio che riuscirai ad accettare!

PIU’ E’ IL DISAGIO… MAGGIORE SARA’ LA CRESCITA!

Non dimenticarti mai, inoltre, che in ogni processo di evoluzione, PIU’ ELEVO L’ASTICELLA DEL LIMITE DA SUPERARE, PIU’ LA QUANTITA’ DI TEMPO ED ENERGIA CHE DOVRO’ METTERCI AUMENTERANNO!

Più “il livello è alto”, e più aumenterà “la forbice” tra miglioramenti sempre più contenuti e investimenti sempre più cospicui!

ECCO PERCHE’ IL CONCETTO DI EFFICIENZA DEVE DIVENIRE “UN PRINCIPIO CARDINE DI CHI CAMMINA SULLA VIA DELL’EVOLUZIONE PERSONALE”…

Acquisire doti di “efficienza”, va ad incidere “profondamente” sull’equazione dei risultati… e quando si parla di “miglioramento”,  il concetto di DISAGIO ne è uno dei tasselli che, come “variabile” (dipende infatti dalla percezione che ne abbiamo!), gioca un ruolo più che significativo!

Nel mondo delle arti marziali tradizionali cinesi, tali aspetti sono contemplati in ciò che viene chiamato gong fu (kung fu)… erroneamente ritenuto “sinonimo di arte marziale”…

Beh, NON LO E’ AFFATTO!!!

Ma parafrasando gli ultimi passaggi di questo articolo, possiamo tranquillamente affermare che ne rappresenti l’equazione di efficienza!

Se vuoi approfondire l’argomento, ti basta digitare nell’apposita “casellina CERCA” (qui sul BLOG) le parole “kung fu”…

BENE!

Se hai trovato questi contenuti “di una certa utilità”, ti invito a condividerli come e quanto vuoi… anche “utilizzando gli appositi pulsanti qui sotto”…

Se hai qualcosa da integrare a quanto scritto, o qualcosa non ti è chiaro, ritieniti assolutamente autorizzato ad “interagire”… Il piccolo form di messaggio qui sotto è a TUA DISPOSIZIONE…

 

 

Zaijian

 

           – Sergio –

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu

 

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6 risposte a La “chiave di ogni crescita”: IL DISAGIO

  1. Avatar Cri scrive:

    Articolo molto interessante per gli spunti di riflessione che mi ha dato. Effettivamente mi rendo conto che molte volte ho percorso la via più comoda per non far fatica ma capisco invece che la scelta è stata probabilmente determinata dal non dover affrontare quel disagio di cui parli, magari in modo inconsapevole. Trovo anche molto interessante il discorso legato alla fisiologia e gli stati d’animo che derivano dalla nostra postura. E’ un argomento che mi piacerebbe approfondire. Grazie sempre Sergio.

    • Artista Marziale Artista Marziale scrive:

      Ciao Cri! Sono lieto di poter contribuire in tal senso… ^_^

      Prendere la “via più comoda”, a volte “ci stà”… solo che DI SICURO non si tratta di quella della propria crescita personale… 😉

      Attenzione… “non è proprio che GLI STATI D’ANIMO DERIVINO DALLA NOSTRA POSTURA”… ma “la nostra postura” è uno dei fattori che incide sugli stati d’animo attraverso la fisiologia…

      E’ un approccio D’INSIEME tra i vari elementi correlati agli stati d’animo che può rivelarsi sorprendentemente EFFICACE se si trova “la chiave adatta” all’individuo… in tal caso, l’effetto SINERGICO potrebbe innescare veri e propri VIRTUOSISMI interiori… ^_^

  2. Avatar Michele scrive:

    Grazie della risposta!!
    Un chiarimento..cosa intendi con “fisiologia”?

    In attesa dei nuovi articoli..mi vado a leggere quello sulla gestione del tempo..

    Ciaooooo

    • Artista Marziale Artista Marziale scrive:

      De nada! 😉

      Con fisiologia intendo tutta quella serie di “processi interni alla persona di natura fisica”…

      La postura…
      La respirazione…
      L’esercizio fisico…

      Per citartene 3, ognuna di queste “incide sulla biochimica corporea”… Per “parlare un lingua occidentale”…

      Oppure influenza il “Nostro sistema energetico” per dirla in “chiave orientale”…

      Specie per l’aspetto posturale, è stato riscontrato un forte interessamento in merito “a stati d’animo”!

      Per capirci: Prova a camminare con le spalle “ricurve”, sguardo basso e “l’aria smonata”… falla diventare LA TUA NORMALITA’ e sta a vedere che cosa succede dentro e fuori… (quando quel fuori, comunque, è in grado di influenzare anche il dentro!!!) 😉

      Poi “cambia” e rimani “bello dritto”, spalle aperte (senza però assumere posizioni ridicole “in stile bodybuilder convinto”!), respira profondamente e “sguardo ad altezza occhi”… E “verifica” se già a livello di “sensazione” provi la stessa cosa… 😉

  3. Avatar Michele scrive:

    Ciao Sergio,
    la questione mi tocca sul vivo…infatti mi trovo in un periodo della mia vita dove, per persegure una serie di progetti, devo per forza affrontare materie a me sconoscute e non sempre “nelle mie corde”, così da apprendere nozioni e capacità che ancora mi mancano.
    Ecco che il DISAGIO si è presentato subito alla mia porta..ok..consapevole della cosa non mi faccio scoraggiare e lo affronto.
    Tuttavia ultimamente la cosa sta diventando una vera e propria sofferenza (penso anche dovuto al contesto quotidiano che non auita) e, leggendo le righe dell’articolo, mi sono rivisto pienamente nello sfuggire al percoso che mi ero prefissato.
    La domada è quindi molto semplice…sul piano pratico quali possono essere le mosse per far rientrare i livelli di sofferenza entro limiti gestibili? O comunque che l’associazione disagio/sofferenza sia minima?

    Grazie

    • Artista Marziale Artista Marziale scrive:

      Ciao Michele. Grazie per la domanda interessante… Proverei a partire “dal fondo”…

      Prima di tutto l’associazione disagio/sofferenza” è ESATTAMENTE QUELLA CHE DECIDI TU!

      Puoi tranquillamente “sollevare l’asticella dell’ALLARME ROSSO”, ma devi ASSOLUTAMENTE rimanere consapevole del “prezzo che tale scelta comporta!

      “Tecnicamente”, questo effetto è ottenibile imparando a “GESTIRE GLI STATI EMOTIVI”… Magari ne scriverò un articolo interamente dedicato… Per il momento “fatti bastare” che “fisiologia, linguaggio interno e focus mentale” sono 3 AVENGERS a tua disposizione…

      Oltre agli stati emotivi, un “asso di briscola” che puoi giocarti dal punto di vista “amministrativo” è senza dubbio LA GESTIONE DEL TEMPO!

      Ne trovi un articolo che tratta specificatamente l’argomento dal punto di vista della “comprensione”…

      Con i dati che mi hai fornito “fatico materialmente” ad andare OLTRE… Aumentare la propria efficienza è di solito sempre possibile, anche sul piano della pianificazione stessa dei vari impegni…

      Ps.ho giusto in stesura un nuovissimo articolo con riportate “tutta una serie di skills” utili in tal senso…

      Rimani “sintonizzato”… nei prossimi giorni lo troverai su questa piattaforma! 😉

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