Wu Shu e Kung Fu tradizionale … “alcune riflessioni che un buon Artista Marziale dovrebbe avere in inventario…”

Oggi vorrei utilizzare del tempo prezioso per ribadire alcuni punti che ogni potenziale studente di arti marziali dovrebbe avere BEN CHIARO approcciando agli stili tradizionali.

Mi capita ormai quotidianamente di imbattermi in una scarsa chiarezza di fondo su ciò che di REALMENTE BUONO (o di inutile) abbia ormai pervaso l’ambiente delle arti marziali legate alle tradizioni.

Se frequenti già un corso di questi, o sei interessato a frequentarne uno, ti suggerisco di investire una decina di minuti nelle prossime righe e permettere alla parte della tua mente “che ragiona” di supportarti con fiducia.

Premessa

Se il tuo caso è quello della persona con le idee già perfettamente chiare ed è profondamente SODDISFATTO dal corso di sport da combattimento o difesa personale che frequenta, dalla lettura potrai soddisfare qualche curiosità e trovare conferma una volta in più sulla bontà della scelta che hai operato!

Se invece la tua “ricerca di evoluzione” è ancora intaccata da dubbi, con molta probabilità ti troverai a fine articolo a fare i conti con una più consapevole necessità di cambiamento… ma con a disposizione una sorta di bussola migliore per orientarti in modo più efficace.

Il “legame alla tradizione“…

Prima di tutto indagherei la reale natura che questo tipo di legame assume nella mente del praticante…

Conosco persone che scambiano costantemente le radici con delle catene

…e pur avendo in dotazione motori potenti e performanti, a causa della mentalità da cui sono dominati vivono “bloccati nella propria crescita e nei propri risultati PRATICI”, convinti di non capirne il motivo!

Per quanto abbia potuto appurare, in realtà NON E’ CHE NON NE CAPISCONO IL MOTIVO…

…molto più semplicemente NON DANNO VALORE A CIO’ CHE COMPRENDONO…

…o comunque, infinitamente meno rispetto a “ciò che credono”!

Credere ad esempio che TUTTO ciò che funzionava in una guerra 10 secoli fa conduca allo stesso epilogo in un contesto completamente diverso OGGI, rappresenta un tipo di limite cognitivo estremamente grave!

E se l’ambiente di pratica dovesse “casualmente” marcare una scorrelazione troppo profonda tra “fiction televisiva” e realtà, qualsiasi abilità che si potesse sviluppare a lezione rappresenterebbe contemporaneamente UN LIMITE INVALICABILE per la propria CONSAPEVOLEZZA!

Eludere o limitare la propria “consapevolezza” si rivelerà SEMPRE un cattivo affare!

In altre parole:

“ci si troverebbe soddisfatti (a livello percettivo) solo praticando in un ambiente in cui le proprie convinzioni trovano conferma nella realtà fittizia che si costruisce a lezione”…

Se questo approccio fosse associato all’idea di IMPARARE A DIFENDERSI una volta immersi nel mondo reale si rischierebbe molto grosso!

Se cerchi di “imparare a difenderti” cercando nell’ambiente del wu shu tradizionale, scarta immediatamente tutti quei corsi che “giocano sporco” con il tuo livello di consapevolezza:

  • Nessuna “selezione pratica” (corsi adatti a TUTTI!)
  • L’importante è “crederci”
  • Non si combatte MAI con partner NON accondiscendente
  • Per capire il tuo maestro ti dice sempre che “DEVI FARE ESPERIENZA”… invece che darti spiegazioni appaganti e metterti nella condizione di comprendere!
  • Non posso “dimostrare ciò che dico” perchè per farlo dovrei ucciderti!

Non me ne abbiano i “colleghi” che praticano questo tipo di sport… il mio non è un attacco personale, ma un semplice spunto per riflettere e mettere in atto un cambiamento intelligente ed onesto nei confronti di chi “ci dona fiducia, soldi e tempo”.

Se non siete d’accordo su questo, allora consideratelo pure “un attacco personale”…!

ONESTI e DISONESTI non possono “giocare” nella stessa squadra su queste cose…

Un neofita inesperto è accettabile che possa “cascarci”, ma quando qualcuno che si reputa ESPERTO sostiene condizioni simili, o mente riguardo al suo reale livello di esperienza…

o come guida VIVE “CALANDO LA RETE” tra gli inesperti PER FARLI ABBOCCARE…

Ed un MAESTRO che “SA” e si approfitta di chi ci casca per inesperienza invece che guidarli nella propria crescita, è un DISONESTO a cui “piace vincere facile”!

Punto.

Queste “figure” causano danni alle tradizioni, alle discipline in cui “si sono nutriti”, ed a chiunque si approcci a loro “con le difese abbassate”… paradossalmente incapaci di difendersi e alla ricerca di sviluppare tale abilità probabilmente proprio per quello!

Fatti la “domanda giusta”!

Ma se non vanno bene per “imparare a difendersi”, allora a cosa serve iscriversi ad un corso di Arti Marziali Tradizionali?

Prima di tutto NON E’ CHE NON VANNO BENE PER IMPARARE A DIFENDERSI!

Ma se ciò che tu intendi per “imparare a difendersi” è qualcosa di puramente “fisico” e che nel breve termine possa darti qualche chance in più per cavartela facendo a botte, probabilmente le Arti Marziali Tradizionali NON FANNO AL CASO TUO!

Fossi in te dirotterei le mie attenzioni ad un buon corso di “Sport da combattimento”…

Ma se il “livello” a cui contestualizzi la tua esigenza è anche leggermente più alto del puro piano fisico, allora la questione cambia!

Sei un professionista?

Hai a che fare con la difesa personale per questioni professionali?

“O stai semplicemente reagendo ad una sensazione di insicurezza“?

Perchè se, come ho potuto constatare nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di questo ultimo caso, allora frequentando un buon corso di Arti Marziali Tradizionali non solo appagherai le tue esigenze, ma se intercetti “la guida GIUSTA per te”, allora avrai fatto BINGO!

Il MAESTRO che ti troverai, dipende dalla “qualità delle domande che come allievo ti poni”…

Anche se non è il focus di questo articolo, è molto importante che tu ne prenda atto.

Se è vero infatti che sulla piazza spopolano “maestri do inascimento” vari, si tratta in realtà della conseguenza diretta di ciò che mediamente un allievo cerca!

E ciò che cerca ognuno di noi, dipende dalla qualità delle domande che si fa e che determinano il tipo di dialogo interno.

Fino a quando si protenderà a vivere nei film invece che nella realtà… nelle proprie convinzioni invece che in ciò che si è in grado di comprendere… o si cercherà la guida che ci convinca invece che quella in grado di farci capire…

Beh… chettelodicoaffare?!!?

Per cui “inizia da ora” a riprendere il controllo dei tuoi pensieri, facendoti le domande giuste!

E se “domani” ti accorgessi di essere uno di quelli che: “si ho capito, ma non mi hai convinto” (a me questo tipo di allievi sono capitati veramente!!!!)…

…forse sarà il caso che tu prenda atto di una semplice verità:

Più spesso di quanto si crede, l’unico bisogno di difendersi lo si ha da SE STESSI!!!

IL TRADIZIONALE ? Se proposto nel modo corretto può rivelarsi il terreno più fertile per la crescita personale!

…e quando uno “cresce”, si sentirà anche più sicuro!

Ad inizio articolo ho menzionato la pessima abitudine a confondere radici con catene

La differenza sta nel semplice fatto che le radici fungono da mezzo per trarre nutrimento, garantiscono una corretta “gestione di se” e conferiscono libertà di movimento proprio per questo.

Mentre le catene non hanno nulla a che vedere con il nutrimento… permettono il “controllo” (di chi è incatenato) e impediscono il movimento libero!

A meno che, quindi, tu non insegua ciecamente l’ambizione di essere schiavo inconsapevole di te stesso, farai meglio ad iniziare a distinguere correttamente la natura delle “radici” da quella delle “catene”!

Wu shu & Kung fu…

Nella mia scuola, ad esempio, ogni studente viene letteralmente “bombardato” dalla differenza che c’è tra ciò che i cinesi intendono con “gong fu” (kung fu) e “wu shu”…

(se non hai li idee chiare in merito, puoi cliccare QUI e superare questo ostacolo in 5 minuti!)

Così non si perdono in proseliti sterili su “stili o arti interne ed esterne” e via discorrendo…

Comprendono la differenze tra “contenitore e contenuto”…

Non confondono “la famiglia/lo stile/la scuola/la disciplina” marziale, con il valore in kung fu che trasportano!

Visto che il thread in oggetto è il ” tradizionale “, non confondono IL VALORE DELLA TRADIZIONE con quello che TRASCENDE IL TEMPO pur affondando le proprie radici in essa.

Il TESORO nel Tradizionale …

A questo punto, direi che possiamo scendere un po’ più in profondità ed affrontare uno scalino nel concreto…

Abbiamo capito che per “fruire” dei contenuti di valore nelle Arti Marziali Tradizionali, sarà necessario affondarvi le radici, ed evitare di incatenarsi!

Ma cosa possiamo ricavarne a lato pratico?

Formalità…

Una delle cose che più caratterizza questo genere di discipline è senza dubbio “l’approccio formale”.

Se hai ben chiara la premessa, significa che hai compreso perfettamente che non si tratta di “incatenarsi a formalità necessarie in contesti distanti sia per estratto sociale che sulla linea temporale”!!

In digeribile:

“non è che se non fai inchini e non ti prostri supinamente al maestro significa che non lo rispetti!!!!!“!!

Certo… se non ti obbliga a questo non è che ti devi sentire autorizzato a sfancularlo davanti a tutti perchè ti girano…!

La questione è più che altro:

“Che tipo di ambiente è quello in cui si fa lezione”?

Perchè se come maestro si sceglie di aggregare sociopatici o persone con gravi disturbi della personalità, probabilmente “una formalità decisa e inflessibile” si rivelerà piuttosto indispensabile!

Ma con persone “di un certo livello”, il rigore formale è qualcosa di poco utile…

…anzi… per certi versi rende un po’ troppo sterile e “lontano” l’ambiente di pratica dalla vita reale…

Ergo, potenzialmente perfino “diseducativo”!

Un ambiente sano deve poter garantire “una scelta” in cui dimostrare, sviluppare o costruire consapevolezza in modo autonomo…

…e quelli con la formalità “troppo rigida”, di solito non rappresentano di certo un ambiente “fertile” per coltivare questo.

La CONSAPEVOLEZZA MORALE rappresenta quindi un tipo di valore che si può sviluppare in questo ambiente.

La DISCIPLINA non è usata come mezzo coercitivo per “controllare i sottoposti”, bensì come strumento eccezionale per convogliare le proprie energie ed il proprio tempo verso i propri obbiettivi!

Se la scuola inizia ad assomigliare troppo all’ambiente MILITARE, dal mio punto di vista, non solo c’è qualquadra che non cosa… ma si rischia di rendere sterile una parte importante “di potenziale crescita individuale”.

Ogni allievo finirà più che altro per fungere da “forza lavoro” per la realizzazione degli obbiettivi del Maestro!

Un qualsiasi “sport da combattimento”, esprimendosi sul ring garantisce IL LIVELLO MINIMO DI CONSAPEVOLEZZA!

E’ il ring stesso ad OBBLIGARE IN MODO AUTORITARIO ad allineare “l’immagine di se alle proprie reali abilità”…

In una scuola di arti marziali tradizionali, si dovrebbe (secondo me, lo ribadisco!) lasciare spazio allo “sviluppo di una coscienza di se UMILE PER SCELTA”… non per IMPOSIZIONE…

In più di 20 anni di esperienza, ti assicuro che ho incontrato un sacco di “scolari disciplinati” a lezione… ma totalmente incapaci di interagire con umiltà e buonsenso nella vita reale!

L’abitudine “al padre severo”, alle regole dogmatiche, alle “punizioni se si esce dai binari”, obbligano gli studenti ad allinearsi all’ambiente rigido e “chiuso”…

Ma non lo preparano a muoversi “in quello libero e aperto”!

Capisci “la trappola” che si cela quando si confondono le CATENE con le RADICI?

Ed il pericolo che si corre quando ci si allinea a convinzioni TRADIZIONALI, invece che ricavare NUTRIMENTO dalle esperienza tramandate con le tradizioni?

Approccio focalizzato sulle abilità pratiche senza supercazzole…

E questo è un altro punto “cruciale” e per certi versi “controintuitivo”.

Sorvoliamo momentaneamente su chi propone corsi “tradizionali” per fini di DIFESA PERSONALE (e poi non si combatte mai!) o per fini di CRESCITA PERSONALE (e poi ti viene chiesto SOLO di credere, eseguire e pagare!)…

Nella “tradizione” di ogni arte marziale, la sorgente di ogni consapevolezza pratica, era il combattimento!

Con lo sviluppo delle abilità pratiche e del livello di efficacia, insistere nel testare attraverso il combattimento, costringeva i praticanti a fare i conti anche con “le conseguenze”!

Andare avanti con l’età e con una condotta simile, siamo d’accordo che non rappresentasse di certo una VIA SAGGIA!?

La maggior parte dei guai è tuttavia iniziata nell’istante stesso in cui LE GUIDE hanno deciso di abbracciare la decisione di “fare lezione escludendo il combattimento dall’iter formativo”!

Scelta che si è rivelata SICURAMENTE piu’ remunerativa dal punto di vista finanziario, ma l’inizio di un INVOLUZIONE QUALITATIVA in termini di risultati pratici in termini di sviluppo di abilità!

Alla “cinese”: si è reso il wu shu “alla portata di chiunque” (e quindi più vendibile), ma si è impoverito il “kung fu” (l’attitudine a sviluppare e migliorare abilità)

Se non si combatte, significa che non funziona quindi?

NO!

Ma converrai che una questione è spacciare la propria disciplina tradizionale come l’ideale per difendersi e PER TUTTI…(allenandosi per giunta 2 ore la settimana!)

Altro sport è dichiarare con franchezza che lo studio che verrà affrontato rappresenta una buona base “per SELEZIONARE” chi dimostrerà di possedere le caratteristiche adatte AL COMBATTIMENTO… e solo in caso di REALE AFFINITA’ si giungerà a sperimentare TALE ASPETTO “A LATO PRATICO”!

Ma con relativo “riadattamento della dose di impegno necessaria ad un allenamento congruo con i risultati che si vogliono ottenere”!

(tanto per darti uno spunto: nelle accademie marziali in Cina si fanno 3 allenamenti al giorno per 6 giorni la settimana… 42 ore / settimana circa… non 2 o 3!!!)

Ma per sostenere corsi di quel tipo, serve inoltre DEL VALORE AUTENTICO DA PASSARE…

Se “il bagaglio da offrire” ad un potenziale studente è in realtà anoressico, le supercazzole rappresentano quel surplus di “valore fittizio” che un un certo tipo di potenziale allievo sarà ben lieto di “acquistare”!

Proprio lo studente che, come già spiegato, vuole farsi convincere e non da molto valore a ciò che comprende!

La VERITA’ è che in alternativa è necessario “avere argomenti tangibili” da offrire, che i MAESTRI CLASSICI non hanno a budget e non sono in grado di “garantire” in fase di trattativa!

Te lo ripeto:

NON LI HANNO A BUDGET!!!!

Ma questo non significa che NON ESISTANO nei percorsi delle Arti Marziali tradizionali!

Ecco perchè verificare le reali competenze di una guida dovrebbe essere un passaggio che ogni aspirante marzialista dovrebbe indagare.

Un punto di forza “teorico” del tradizionale ? LA DIDATTICA.

Un’altra “carta da briscola” che questo ambiente dovrebbe potersi giocare, è rappresentato da tutti quei protocolli comportamentali e di studio che hanno alle spalle “secoli di evoluzione”.

Ancora una volta, tuttavia, questo tipo di valore è intercettabile solamente con una forma mentis da radici, mentre risulterebbe preclusa con quella da catene.

Ogni epoca, ogni scuola, ogni maestro “sono forti in qualcosa”…

Se ogni tipo di competenza venisse integrata a livello didattico, col passare dei decenni si accumulerebbero un sacco di competenze di vario tipo.

In passato è sicuramente successo e succede anche oggi…

Ma di sicuro NON NEGLI AMBIENTI ERMETICI E INCATENATI!

Avere accesso a qualcosa di “diverso in tal senso”, mette nelle condizioni di poter intercettare con una certa attendibilità DEL VALORE AUTENTICO AGGIUNTIVO.

Qualcosa che dovrebbe rappresentare un cardine fondamentale per la didattica di una scuola SANA.

A volte mi capita di INORRIDIRE leggendo volantini di organizzazioni che si spacciano addirittura per SCUOLE DI VITA (in barba alla finta modestia che mostrano di persona) e contemporaneamente sono strutturate DA VERA E PROPRIA SETTA!

Come potrebbe mai essere che una pratica IPERSPECIALIZZATA (ammesso che lo sia veramente anche nei confronti reali oltre che nel “tunnel” dei FILM!) possa in qualche modo rivelarsi una SCUOLA DI VITA?!?!

Una delle caratteristiche in seno ad ogni tipo di evoluzione è rappresentato dalla varietà e dalla flessibilità…

Un semplice ragionamento dovrebbe suggerirci che la “flessibilità” non va molto d’accordo con AMBIENTI ERMETICI, FORMALITA’ RIGIDE E CONVINZIONI!

Il tradizionale CON BUONE RADICI, non CREDE ERMETICAMENTE… ma RAGIONA con FLESSIBILITA’!

Solo per questa via ha reso fertile il terreno preparato in secoli di evoluzione.

Lo stesso terreno in cui è possibile affondare le radici del proprio studio e trarne nutrimento attraverso le competenze maturate e accumulate generazione dopo generazione.

Una crescita reale è direttamente proporzionale alla quantità di “differenze” con cui si entra in contatto, si affrontano e ci costringono a sviluppare “nuove abilità” per essere superate.

IL KUNG FU NE TRAE GIOVAMENTO… mentre il “WU SHU” rappresentativo ne viene intaccato nella sua “formula primordiale”.

I cosiddetti “stili puri”, sono tendenzialmente STERILI!

E proprio per questo, una volta messi in discussione sul “piano del combattimento” finiscono per risultare MOLTO LIMITATI!

Per cui, se senti parlare di “puro”, rizza le antenne e inizia ad indagare senza riserve.

Occhio anche “agli inventori di stili“!!!!

Legittimarsi un qualsiasi approccio CREATIVO basato sul nulla cosmico” è qualcosa rappresentativo del CIARLATANESIMO!


Ricordo ancora con un certo stupore “l’arroganza” di qualche Maestro che, autoproclamatosi tale, si è sentito autorizzato a FONDERE “IL TANGO” CON UNO DEGLI STILI TRADIZIONALI CHE CONOSCO!!!!!!!!!


Riconosco una “grande affinità” tra balli di coppia ed alcuni principi di crescita su cui si lavora durante il percorso di studio del kung fu, ma sentirsi autorizzati a CONIARE ABOMINI lo trovo un inequivocabile segnale di PRESUNZIONE e bieco opportunismo derivato dal “dover VENDERE QUALCOSA DI NUOVO”!


UNA GUIDA SANA dovrebbe essere UN POZZO DI COMPETENZE!!

Se esaurisce “tutte le sue cartucce” in un paio d’anni e sente il bisogno di INVENTARE ALTRO, forse è il caso che torni a studiare… invece che INSEGNARE!

Ti suggerisco anche di non cadere nella trappola della ricerca spasmodica di una risposta nel passato!

Una questione è chi ha esperienza e per una crescita culturale “cerca testimonianze nella tradizioni” su ciò che ha imparato e testato a livello pratico

Altra cosa è il “neofita” che cerca nella LEGGENDA DEL PASSATO la prova tangibile dell’efficacia di ciò che andrà a studiare!

Quando guardi un auto da corsa del 2019, e volessi intercettarne i contenuti di valore, cosa fai?

Inizi a vagare nel passato alla ricerca della sorgente primordiale?

Se lo facessi troveresti questo:

La sfida con SE STESSI…

Gli stili tradizionali, rappresentano l’emblema metaforico della SFIDA CON SE STESSI.

VERO IN TEORIA, ma a livello pratico è necessario verificare COSA e COME si faccia durante le lezioni!

Se l’unica cosa che si fa a lezione è “studiare le forme” e ripetere i fondamentali in attesa del “giudizio dei maestri” con gli esami di fine anno… beh… di cosa stiamo parlando?

Chi è in sfida con se stesso, NON HA BISOGNO DI ESAMI… è sempre in esame durante la pratica!

La scuola dovrebbe “aprire le porte” ad un bagaglio di competenze utili ai processi coinvolti nello sviluppo e nel miglioramento delle proprie abilità…

Non a semplici “informazioni” o “espressioni tecnico pratiche” da ripetere a pappagallo e che verranno testate esclusivamente attraverso il giudizio “dell’esame a pagamento di fine stagione”!

La VERITA’ in cui ci si imbatte di solito è un’accozzaglia di spiegazioni che magari hanno pure senso per il docente, ma che non vengono tradotte in alcun modo comprensibile dalla mente degli allievi!

La questione non dovrebbe essere “come il maestro ha superato le sue difficoltà”… ma come le sue competenze “possono aiutarti a superare le tue”!

Per questo motivo, a mio modesto parere, la sfida con se stessi NON E’ UNA PREROGATIVA DEGLI STILI TRADIZIONALI, ma la conseguenza di “alcune attitudini in inventario agli studenti” (umiltà e volontà), e delle competenze della guida in termini di insegnamento.

Ma allora PERCHE’ SCEGLIERE IL TRADIZIONALE ?

Per me è piuttosto semplice… PARTI DA CIO’ CHE REALMENTE VUOI, e vai per esclusione!

Sei attratto dal COMBATTIMENTO e non hai voglia di aspettare il tempo necessario a sviluppare prima tutte le abilità di supporto ad esso?

Scegli uno sport da combattimento!

Sei attratto dalla NECESSITA’ DI IMPARARE A DIFENDERTI?

Scegli un corso di DIFESA PERSONALE che possibilmente integri aspetti tecnici, giuridici, psicologici, strategici al COMBATTIMENTO CON PARTNER NON ACCONDISCENDENTE!

Sei attratto da un corso in cui sviluppare gradatamente le abilità correlate a sicurezza in se stessi, benessere e crescita personale con “accesso primario” ad un patrimonio secolare in tal senso? ( e solo “secondariamente” alla possibilità di imparare a difendersi)

Scegli un corso di Arti Marziali Tradizionali.

Ricordati tuttavia che la “via dell’arte” è una via LUNGA e DIFFICILE.

Se cerchi qualcosa di FACILE e VELOCE, è molto probabile che, indipendentemente dalla tua scelta nelle 3 direzioni menzionate, incapperai probabilmente in qualche corso FUFFA o TRUFFA!

La VARIETA’…

Il Tradizionale garantisce inoltre una “certa ricchezza” e varietà tecnico pratiche…

Lo studio a mani nude, il lavoro di coppia, le armi tradizionali, il condizionamento, la preparazione fisica… rappresentano (nella sua versione SANA) un tipo di “varietà” estremamente adatta a sviluppare la “flessibilità”.

Qualcosa di indispensabile sia alla creazione che allo sviluppo delle proprie caratteristiche ed abilità.

Soprattutto attraverso un’organizzazione CHIARA in cui le difficoltà che si affronteranno sono progressive ed a molti livelli!

Le armi nel TRADIZIONALE

Quando la didattica include l’utilizzo delle armi, ad esempio, solo uno STOLTO potrebbe recepire l’idea di IMPARARE AD UTILIZZARE UN’ALABARDA per difendersi nel 2019!

Non siamo più nelle guerre combattute con armi bianche, ed a meno che non sia necessario per “questioni di rappresentanza”, utilizzare armi di questo tipo serve solo a sviluppare “abilità motorie superiori”!

Nelle scuole “sane” infatti, l’utilizzo di armi bianche di vario tipo, crea un “sovralavoro che agisce in due direzioni diverse”:

  1. Aggiungere “parametri su cui avere il controllo” per elevare l’abilità gestionale dei movimenti…
  2. Estendere la lunghezza degli arti per enfatizzare i bug motori da correggere

CHIARO che utilizzare la “catena a 9 snodi” in una battaglia della Cina “pre polvere da sparo” garantiva la possibilità di colpire un avversario a distanza…

Ma richiedeva anche il possesso di un’abilità SPECIALE e non certo alla portata di tutti!

Chi oggi si affida allo studio di un’arte marziale Tradizionale, non lo fa certo con l’idea di “usare le armi” per colpire un avversario a 2 metri di distanza!

Lo fa perchè durante il processo di sviluppo delle abilità necessarie a maneggiare una lancia/sciabola/spada/alabarda/lancia, si è costretti a lavorare molto piu’ profondamente “su di se”…

…e fare questo, conduce il praticante di fronte ad una mole enorme di ostacoli da accettare, affrontare, superare!

Ogni “limite personale” rappresenterà un potenziale gradino si sviluppo che farà emergere il reale potenziale di un individuo!

Questo obbligherà ogni praticante a “prendere atto” dei propri limiti…

…da dove vengono (piano fisico, emotivo o psicologico)…

…quali possono essere superati, quali elusi e quali necessariamente accettati!

Sia presuntuosi che chi tende a sottostimarsi, andrà in contro ad un ridimensionamento dell’immagine di se… compiendo un primo fondamentale passo in termini di consapevolezza.

Dopo il primo passo… TUTTI GLI ALTRI!

C’è chi si ferma dopo qualche metro, e chi si fermerà solamente in corrispondenza della propria morte anagrafica…

Ad ogni passo, un nuovo “livello di difficoltà”… un nuovo livello di ricerca… di conoscenza… di abilità… di consapevolezza…

Qualcosa che non scemerà con l’inevitabile perdita di performance dettate dall’età, ma che fornirà ad ogni tappa della propria esistenza, “la via” per avere accesso al proprio potenziale e sviluppare nuove abilità…

QUESTA VIA E’ IL KUNG FU…

E le arti marziali Tradizionali ne rappresentano, SE PRATICATE IN UN AMBIENTE SANO E CON LA SUPERVISIONE DI UNA GUIDA COMPETENTE, la metafora ideale…

Zaijian

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu

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