TAI JI QUAN come corso di “difesa personale”? Ecco perchè dovresti gioire quanto un cappone ogni 3 luglio negli U.S.A.!

Tai ji Shifu

Quando faccio obiezione rispetto allo studio o utilizzo del tai ji quan come metodo di autodifesa, mi ritrovo inevitabilmente testimone di un “piccolo/grande problema” nell’interlocutore che ho davanti:

Non è “che non capisca ciò di cui parliamo”… semplicemente NON DA VALORE A CIO’ CHE COMPRENDE…! (o ne dà comunque moooooolto meno rispetto a quanto ne da a “ciò in cui crede”!)

Questo di solito è la prova tangibile di 2 cose:

  1. L’arroganza da cui è affetto…
  2. La totale inesperienza su cui basa la tesi che vuole sostenere…

Detto terra terra:

Quando qualcuno tenta di sostenere imperterrito che “il suo tai ji è adatto a difendersi e LUI lo usa”, non ha capito “cosa sia il tai ji” o NON HA MAI COMBATTUTO!

A differenza dei precedenti articoli sull’argomento, oggi voglio rimanere fuori dalla questione tecnica, e semplicemente “GUIDARTI IN UN RAGIONAMENTO”.

A fine articolo, “deciderai da solo” cosa fare di ciò che hai compreso e come comportarti… OK?  😉

LE 2 RAGIONI NASCOSTE e i 3 TESTIMONI del CIARLATANO

Cercando di venire velocemente al nocciolo della questione, devi sapere che le ragioni per cui un “maestro di tai ji” lo propone come metodo di autodifesa, è imputabile esclusivamente  a 2 ragioni:

  1. IL SUO STUDIO “SULLA TEORIA” FA SCHIFO
  2. IL SUO STUDIO “SULLA PRATICA” FA SCHIFO

Troppo duro???

FORSE… tuttavia “fai uno sforzo” e seguimi nel discorso…

Prima di tutto, sarebbe opportuno chiarire una volta per tutte un SEMPLICE PUNTO:

IL KUNG FU “NON E’ L’ARTE MARZIALE CINESE”!!!

(te ne parlo in modo “masticabile” nei 2 articoli che trovi a questi 2 link: link 1 ; link 2 )

Arte marziale in cinese si dice WU SHU

Mentre il KUNG FU (o Gong Fu) è l’impiegare tempo ed energia per sviluppare abilità e per migliorare ossia “quel tipo di atteggiamento mentale e pratico” che conduce allo sviluppo efficiente di qualche abilità!

Se capisci questo possiamo “sgretolare il primo FONDAMENTO FALLACEO di quel che “la persona media CREDE” (indipendentemente dal fatto che sia un OUTsider o un INsider di questa disciplina… ovviamente “ben più grave se tale convinzione aleggia sulla bocca di UNO DEL MESTIERE”! ok?)

LE ARTI MARZIALI “INTERNE”, NON ESISTONO!!!!

Esiste, casomai, un “kung fu interno”!!!

Se si “ragionasse”, sarebbe facile “cogliere questo fondamentale aspetto”!!!

Quale “oscuro significato” dovrebbe avere una “spedizione militare, o una guerra INTERIORE” come abilità?!!??!!??!?!

CASOMAI, si tratterebbe ragionevolmente, di un “conflitto interno”!!!

Proprio “quello di cui si fanno portatori”, tutti quei DOCENTI di TAI JI QUAN, che insegnano “qualcosa” spacciandolo per IL TAI JI QUAN “ARTE MARZIALE PER DIFENDERSI”!!!

Ad un “insider SERIO”, o ad un semplice “praticante di qualsiasi SPORT DA COMBATTIMENTO”, basta collegarsi a youtube e visionare qualche filmato sull’argomento, per rendersi conto della BUFALA APOCALITTICA!!!

E ogni tanto, infatti, “qualcuno” (che dalle mie parti chiamano QUEL DEL FORMAIO!) si propone di filmare e “sputtanare planetariamente” il PAGLIACCIO/CIARLATANO di turno…

Ma sai… quando “uno ci crede”, di solito “filtra ciò che vede” accogliendo ciò che conferma la sua sensazione, e “respingendo ciò che la contrasta”!

Ergo, PER MOLTI, il problema rimane quello accennato ad inizio articolo:

NONOSTANTE “SI COMPRENDA”, si tende a DAR PIU’ VALORE (anche proteggendolo assurdamente!) A CIO’ CHE SI CREDE!

Per cui, questo passaggio rappresenta GIA’ UN PRIMO TASSELLO che ti fa i capire uno dei motivi perchè LO STUDIO TEORICO, di solito FA SCHIFO!!!

Ma ti dirò di più (in realtà lo ripeto…se hai già letto altri miei articoli suo MIO AMATO TAI JI QUAN), esiste un secondo ULTERIORE TASSELLO GROSSO COME UNA CASA, da tener presente se non vuoi far la fine del “cappone Statunitense”!!

Clicca sull’immagine e goditi questa scena di Kung fu Panda 2…

kung-fu-panda-2 cannonata

Quando PO in questa scena “accoglie e trasforma” l’energia della cannonata, ti stà mostrando il reale SIGNIFICATO MARZIALE del Tai ji Quan!!!!

Esiste una “pratica ben precisa” che funge da “allenamento esterno” dei principi del Tai ji Quan:

SI CHIAMA “TUI SHOU

tuishou tai ji quan

Anche se letteralmente si pone l’attenzione traduttiva nello “spingere” (tui) con le “mani” (shou), in realtà il grosso del lavoro è quello svolto dall’interlocutore!!!

CHI SPINGE “crea”…

CHI ACCOGLIE “riceve e trasforma”…

A livello pratico quindi, il grosso del lavoro è incentrato sullo sviluppare l’abilità di RICEVERE E TRASFORMARE!!!!

NON certo la CACATA ABOMINEVOLE delle “applicazioni ipotetiche” delle varie tecniche che compongono la sequenza delle  forme!!!  (ma ci arrivo tra poco!)

Quel tipo di “lavoro”, svolge infatti la funzione “didattica” di collegare il movimento “ad immagini” che evocano “un ipotetico combattimento”… la cui “utilità” andrebbe ricercata nel “fornire un riferimento pratico chiaro” atto a costruire i “movimenti a vuoto” attraverso cui si andrà a lavorare nella pratica…

MA QUESTO NON SIGNIFICA NE’ CHE REPLICANDO IL MOVIMENTO IN MODO VELOCE SI IMPARI A DIFENDERSI (anche se una certa efficacia in alcuni “particolari contesti” e con certe tecniche, potrebbe anche verificarsi), NE’ TANTOMENO CHE “QUELLO” SIGNIFICHI “DIFENDERSI COL TAI JI QUAN”!!!!

Se infatti “ti spingi” ad andare “oltre le paralizzanti convinzioni DA GHETTO MENTALE”, ed analizzi “sul piano PRATICO” quelle tecniche, scoprirai IL TERZO SEGRETO DI FATIMA:

Le tecniche che “funzionano a livello pratico”, SONO LE STESSE IN QUASI TUTTE LE ARTI PER COMBATTERE!!!!

Ma va???!!!

Ovvio che “CHI ABBRACCIA UN CREDO ARROGANTE” non potrà MAI ACCORGERSI DI QUESTA REALTA’!!! Finendo per far la figura del PAMPURIO, imputando “la tecnica di valore” ESCLUSIVAMENTE ALLA SUA ARTE!!!

In altre parole:

Becchi “la tecnica che funziona” ed a livello pratico la TROVI espressa nel Krav Maga, nel Ba Ji Quan, nel Wing Chun, nel Tai Ji Quan, etc etc… forse con “piccole differenze estetiche”, ma UGUALI nel principio!

Ora la “questione” (che tra l’altro spesso genera ATTRITI STERILI tra rappresentanti di DISCIPLINE DIVERSE) è che “in alcune scuole”, il lavoro pratico è:

  • Esclusivamente rivolto “alle forme” (o kata o sequenza preordinate)…
  • Rivolto alla forma ed all’applicazione con partner accondiscendente…
  • Rivolto allo studio della forma, dell’applicazione con partner accondiscendente e “NON” accondiscendente in contesto “combattimento”.

OVVIAMENTE quelle il cui studio si articola secondo questo ultimo punto, offriranno un tipo di approccio “più veritiero e completo” rispetto alle altre…

Attraverso LE SEQUENZE si perfezionano i movimenti…

Attraverso l’approccio “accondiscendente” si sperimentano alcune dinamiche interattive…

Attraverso “il combattimento” si realizza la REALE TRADUCIBILITA’ di quella tecnica in un ipotetico scontro!!!

TUTTAVIA, si sta parlando di ABILITA’ DI COMBATTERE… non della disciplina di riferimento! OK?

Significa che se “la versione accelerata di una tecnica di tai ji quan” FUNZIONA, non è perchè IL TAI JI FUNZIONA!!!!

Ma perchè il KUNG FU MARZIALE (l’abilità di combattere) “relativo a quella tecnica” è BUONO!!!

La cosa che dovrebbe far riflettere un INsider, è che SE QUEL TIPO DI ABILITA’ MARZIALE E’ COMUNE A “MOLTE DISCIPLINE DIVERSE”, si dovrebbero dedurre 2 cose:

  1. o quello che si sta utilizzando NON E’ TAI JI QUAN
  2. o TUTTE LE DISCIPLINE che accondiscendono tale tecnica SONO TAI JI QUAN!!!!

E’ chiaramente DA SCIOCCHI poter anche solo pensare per un momento alla seconda ipotesi!!! (paradossalmente è proprio ciò che si manifesta con maggior frequenza nell’ambiente delle arti marziali cinesi, dove i vari “maestroni ITALIANI e non”, si espongono attribuendo pateticamente alla PROPRIA ARTE le royalty di quel tipo di EFFICACIA!)

LA VERITA’ è che non si tratta del pugilato della suprema polarità ma di una “traslitterazione pratica” di qualche tecnica estrapolata da quella stessa sequenza creata per fornire una base su cui studiare il tai ji ed impiegata FUORI LUOGO rispetto ai PRINCIPI TAOISTI che il Tai ji quan dovrebbe esprimere in modo emblematico!

CONCLUDENDO:

…possiamo quindi definire, a questo punto, i 3 testimoni del ciarlatano quando parliamo di Tai Ji Quan:

  1. Testimonianza CONCETTUALE
  2. Testimonianza PRATICA
  3. Testimonianza EVOLUTIVA

CONCETTUALE

Tai ji tu

Cosa significa “la suprema polarità” in termini di PRINCIPI TAOISTI che il Tai Ji Quan rappresenta???

Se vedi una persona che “esegue qualche tecnica che funziona semplicemente per una questione di MERA VELOCITA’“ha ben poco a che vedere con “LA MASSIMA ESPRESSIONE DEI PRINCIPI TAOISTI applicati al combattimento!!!

Probabilmente si tratta di una condotta “anche efficace in qualche confronto” (questo è auspicabile!), ma NON CENTRA NULLA COL TAI JI QUAN!!!

A quel punto, prima di farti male sul serio “sviluppando convinzioni che ti renderanno sempre meno consapevole”, ti suggerirei di “prendere atto” se sia il sentirti piu’ sicuro dentro ad interessarti; o l’IDEA DI POTERTI DIFENDERE DAL “MALE ESTERNO” imparando a combattere… in tal caso, forse sarebbe meglio che tu ANDASSI A FARE QUALCOS’ALTRO!!!

Personalmente non “concordo molto con la politica” dei corsi di DIFESA PERSONALE (tranne che per professionisti del settore!), ma se proprio hai bisogno del K.O. FISICO per “comprendere”, un CORSO di SPORT DA COMBATTIMENTO CON QUALCHE DOCENTE “SANO DI MENTE” potrà sicuramente rivelarsi “appagante” per soddisfare le tue esigenze!!!

IL REALE “MODO DI INTERPRETARE IL CONCETTO MARZIALE DEL TAI JI QUAN è quello della SCENA DI KUNG FU PANDA 2 che ti ho linkato qui sopra“…PUNTO.

PRATICO

Stai frequentando o sei in procinto di frequentare un corso di TAI JI QUAN e ti parlano di “difesa personale”??

Verifica SUBITO se e “quanto dell’allenamento pratico” è rivolto allo studio del TUI SHOU  e se, (questo è fondamentale!) si PRATICA IL “COMBATTIMENTO LIBERO CON PARTNER NON ACCONDISCENDENTE!!!

Se non “si fa”, ti ritroverai a sviluppare “pericolose persuasioni interne di invincibilità” che potrebbero tradursi in PROBLEMI MOLTO SERI nel momento in cui ti scontrassi con una REALTA’ TROPPO DISTANTE da quella “dei tuoi allenamenti”!!

AMO IL TAI JI QUAN, ma la consapevolezza di un allievo e l’ETICA di un docente ritengo siano qualcosa di IMPRESCINDIBILE in una BUONA SCUOLA…

NON E’ “MAI” UNA QUESTIONE DI CREDERE… ma di “comprendere la realtà”…

Nel primo caso finiresti per diventare UN CONVINTO nelle mani di UN ALTRO CONVINTO PIU’ FURBO DI TE…

Nel secondo accrescerai il tuo livello di consapevolezza e “sarai LIBERO”!

Imparare a “difendersi con il tai ji quan”, significa arrivare a governare ogni interazione con un avversario, attraverso il raggiungimento di un “livello di abilità tale nel ricevere e trasformare”, che NELLA STORIA è stato raggiunto da un numero di individui “inferiore a quello delle dita di una mano”!!!

Tienilo presente se “ti sentissi attratto da alcune idee strane”!!  😉

EVOLUTIVO

Questo punto, anche se l’ho già trattato in altri articoli che trovi su questa piattaforma, è veramente TESTIMONIANZA DI UN PARADOSSO:

Se IN CINA (ma anche nel resto del mondo) “nessuna forza armata” viene addestrata con il tai ji quan… CI SARA’ FORSE UN MOTIVO?!?!?!

Se nella CULLA che ha dato i natali a questa nobilissima disciplina (tanto da conferirgli il riferimento ad una SUPREMA POLARITA’!!!), i secoli e la storia HANNO PALESEMENTE SENTENZIATO l’EVOLUZIONE SULLA VIA PROPEDEUTICA, non ti viene da chiederti “il motivo per cui qualche presuntuoso inetto occidentale” si sia tanto prodigato per INSEGNARLO COME ARTE MARZIALE e PER DIFENDERSI??!?!?!

Se “sembrerebbe anche vero” che il TAI JI sia nato in seno ad un Generale della famiglia CHEN come arte marziale (magari SI E’ PARTITI DA QUELLA PER FARE QUALCOS’ALTRO?!???!?!??),  nel corso dei secoli è tuttavia giunto ai giorni nostri EVOLVENDO come ARTE PER LA SALUTE (infatti è il kung fu ad essere interno! …non il wu shu, l’arte marziale!!)…

E’ DAVVERO COSI’ DIFFICILE “ACCETTARE” CHE SI TRATTA di un “lavoro interiore” incentrato SULLO SVILUPPO DELL’ABILITA’ DI RIARMONIZZAZIONE CON IL TUTTO?

Basterebbe “prendersi la briga di andare quantomeno a sbirciare su qualche appunto relativo alla filosofia taoista”, e ci si potrebbe rendere conto “di cosa realmente si tratti”!!!

“Non considerare” questo aspetto, focalizzando le proprie energie sullo studio “dell’arte marziale DA CUI E’ NATO IL TAI JI QUAN”, è un po’ come mettersi a studiare “il grano”, in un corso PRATICO per imparare a CUCINARE LA PASTA!!!

 

Zhiajian

 

               – Sergio –

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu

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4 risposte a TAI JI QUAN come corso di “difesa personale”? Ecco perchè dovresti gioire quanto un cappone ogni 3 luglio negli U.S.A.!

  1. Gianfranco scrive:

    Ciao Sergio, in questo articolo mi confermi quel che ho sempre pensato essere il tachi quan: una splendida disciplina bioenergetica per la salute fisica e mentale.
    Da quel poco che ho praticato di questa disciplina, (forma 24 stile yang, che ripeto quotidianamente), ho notato che molti maestri di taij, erano pure conoscitori di qualche altra arte marziale esterna.E questo la dice lunga.
    Sintetizzando quanto dici, tutto il discorso sull’intenzione che precede il movimento è una minchiata, così mi è parso capire.
    Dici pure che il concetto marziale del tachi, si riferisce alle applicazioni del Tou Shu .
    E il fatto di ripetere la forma velocemente e sostenere che questa è l applicazione marziale, è un’altra supercazzola.
    A questo punto,mi piacerebbe chiederti del radicamento a terra. Si parla di soggetti che radicando la propria energia nel terreno, diventerebbero inamovibili ale spinte esterne. È vera o è un’altra superbubbola ?

    – Gianfranco –

    • Artista Marziale Artista Marziale scrive:

      Ciao Gianfranco!

      Perdona il “ritardo” nella risposta… periodo molto impegnativo su vari fronti e fino ai primi di giugno sarò costretto ad una scarsa presenza sul web… ^_^

      Mi piacciono i tuoi interventi ricchi di spunti… veniamo per punti…

      Visto che citi la questione “arti marziali esterne”, permettimi una piccola ma significativa puntualizzazione… (nel blog comunque trovi anche un articolo che ne parla in maniera più approfondita)

      …un’altra delle stupidaggini più diffuse, è il pensare che esistano “arti marziali” interne ed esterne… (in realtà figlie di distorsioni traduttive, ma divenute stupidaggini dal momento che hanno acquisito credito esclusivamente per la “presunta” credibilità di alcune fonti!)

      L’arte marziale è l’arte marziale…(wu shu)… punto.

      Esiste invece un “lavoro interno e un lavoro esterno” (più legato al kung fu/gong fu che al wu shu!)… in realtà un buon insegnante dovrebbe essere in grado di proporre un iter formativo dove ENTRAMBI i tipi di lavoro vengano coltivati…

      ..è così nella realtà??? … per quanto ho visto io, NO.

      Penso in parte per “un scarso grip con il target medio di allievi”, ed in parte proprio per una mancanza di competenza da parte dei docenti…

      Tuttavia, ovviamente sarebbe un “azzardo” da parte mia il trarre conclusioni su qualcosa che “non ho testato” direttamente…
      Non mi sorprende comunque che tu abbia avuto le esperienze di cui mi parli.

      Intenzione… minchiata?!?!? Il rischio è serio… mah…

      Yi (la forza dell’intenzione) è qualcosa di molto importante nella pratica del gong fu… banalmente pensa a cosa succede se decidi di allenarti con un approccio determinato, o con un atteggiamento di “svacco”… è chiaro che questa differenza “modifichi la disponibilità” delle energie che abbiamo dentro…

      Detto questo, altro paio di maniche è “ostentare altro”, sostenendo che “il valore del taiji” derivi dal lavoro che si fa con l’intenzione (indipendentemente dai movimenti del corpo)!

      Se si pratica Qi Gong e “si possiede il back ground di conoscenza ed esperienza sufficiente”, è possibile “lavorare solo di intenzione” lasciando il corpo in posizione statica…

      Succede qualcosa?

      SI… (dimostrabile)
      …ma limitatamente alla bontà della tecnica, alle competenze reali del praticante ed alla sua efficienza psicofisica.

      Col Tai ji, la musica è un’altra!

      Se ci si muove correttamente, e “la mente non crea ostacoli”, l’effetto arriva… diversamente si finisce “per muovere soltanto l’aria” (come amano dire i Maestri cinesi)…

      Che poi “muovere l’aria” sia un tipo di pratica che possa in qualche modo condurre a dei benefici questo è un altro conto!

      Poi c’è da prendere in considerazione il livello autentico di abilità del praticante… Se quello è buono, una buona pratica fisica può anche arrivare a mettere in silenzio la mente (senza stratagemmi e magheggi vari)… se tuttavia l’abilità fosse troppo bassa (e il frastuono mentale troppo intenso) difficilmente si otterrebbe qualsivoglia riarmonizzazione.

      Postilla (a mio avviso la più diffusa in assoluto): se la mente risulta “inchiodata in qualche convinzione”, DI FATTO rappresenterà un ostacolo insuperabile a livello di riarmonizzazione, e per quanto il corpo venga spinto a praticare, i movimenti finiranno “plasmati” dal frame mentale…

      In altre parole: praticando, invece di recuperare armonia, si finisce per plasmare il movimento ad immagine e somiglianza della disarmonia mentale.

      (In Cina funziona in modo diverso perchè “la persona media” funziona diversamente da un occidentale)

      Ma allora… qual’è questo risultato “spesso osannato” come miracoloso?

      Semplice: PLACEBO!

      La persona, accondiscendendo le sovrastrutture della propria mentalità, “gode della propria zona di comfort” (a livello psicoemotivo) e SI SENTE A SUO AGIO!

      Ecco… AGIO e cambiamento (ed ogni riarmonizzazione passa necessariamente attraverso cambiamenti!) non possono coesistere…

      (Puoi leggere un articolo interessante sul DISAGIO cercando nella casellina di ricerca del blog…)

      Tui shou e marzialità del tai ji…

      Aspetta: non ho detto che le applicazioni del tui shou sono la marzialità del tai ji, ho detto che il tui shou E’ LA BASE su cui ci si appoggia per sviluppare la marzialità del tai ji.

      Un individuo che “fa” tui shou, non necessariamente è in grado di difendersi col tai ji!

      Ma è vero che per sviluppare quella capacità, a livello pratico si lavora “attraverso il tui shou”…

      La forma è “un copione scritto”, all’interno del quale è contenuto “qualcosa di tecnico”.

      Se quindi a livello didattico si lavora riesumando un’ipotetica applicazione marziale da una tecnica e lo si fa “per questioni DIDATTICHE”, la cosa ci sta… altro paio di maniche è sostenere e cercare di convincere che l’esecuzione velocizzata di quella tecnica corrisponda al SAPERSI DIFENDERE “AL DI FUORI DEL COPIONE IPOTIZZATO DALLA FORMA”!

      CHI SOSTIENE QUESTO lo fa “solo per 2 motivi”:

      1) BONARIA INESPERIENZA
      2) FURBIZIA CHE PUO’ PERMETTERSI CON PARTNERS ACCONDISCENDENTI.

      Quando si è per strada NON SI SEGUONO COPIONI! (chi l’ha vissuto lo sa bene!)

      Supercazzola? Fai prestissimo a trovare risposte nella REALTA’: prendi chi sostiene questa cosa, lo metti davanti a qualcuno che fa sport da combattimento da un paio di anni (o è capace di muovere le mani!), e verifichi… 😉 Di solito non si arriva mai neppure al confronto reale! ^_^

      Radicamento…

      Ottima domanda…

      IL RADICAMENTO è un fenomeno che “esiste”, ma è meglio fare un pizzico di chiarezza…

      IL RIFERISI alle “radici”, è una metafora che nella lingua cinese è estremamente affine “alla descrizione del fenomeno”.

      Che un occidentale inizi tuttavia a “quaqquerare” di energie che si radicano nel terreno per effetto magari di una “certa intenzione”, beh… una questione sono i cartoni animati orientali che ricalcano “le metafore comunicative” della cultura locale, altra cosa sono LE STORIE BASATE SUL NULLA ma che si dimostrano “economicamente o egoicamente profittevoli”! (o al limite su qualche abilità fisica che si riesce a replicare per talento, ma di cui non si è sufficientemente consapevoli per poter darne spiegazioni comprensibili!)

      Personalmente adoro l’argomento “radici”… ma fermo restando l’importanza di ciò che ti dicevo prima in merito all’INTENZIONE, l’efficacia (e l’efficienza) di questo effetto è una questione FISICA!

      Esistono delle posizioni ben precise che un buon matematico (o ingegnere meccanico sveglio) sarebbe in grado di “leggere” serenamente… il BU FA, lo studio delle “posture” è un altro tassello importante dello studio di un buon kung fu…

      Il radicamento dipende quasi esclusivamente da questo!

      Postura corretta, presenza muscolare adeguata, e l’atteggiamento mentale adatto, possono veramente creare un effetto “apparentemente” straordinario.

      Inamovibilità alle spinte esterne dici? ^_^ …basta “provare”…

      I miei allievi che studiano il Bajiquan lavorano molto sul radicamento e sulle forze… e scoprono “senza misticismi inutili” (tranne per gli egomani…) l’effetto di alcune posture e delle forze ad esse annesse… “sollevare vince su puntellare” ad esempio, e lavorarci attraverso il Bajiquan è molto più proficuo in termini di “esperienza diretta” , per interiorizzare alcune esperienze che nella “sola teoria” o nella pratica “delicata” rimarrebbero fumose…

      Poi non è importante “il nome” delle forze che si studiano, o delle posture… ma a livello “concettuale” il significato deve essere comprensibile e sperimentabile. Se non è così, io personalmente DIFFIDO.

      Quando si parla di Tai ji, va da se che l’aspetto del radicamento ha senso essere dibattuto se si pratica anche il tui shou, dove attraverso il “feedback” del partner posso comprendere in modo più chiaro l’effetto di ciò che io produco come “fase creatrice”…

      Praticando solo la forma è necessario possedere una tale profonda sensibilità che permetta di intercettare le risposte “sottili” che si possono cogliere attraverso il movimento libero…

      Aggiungici che più lentamente ci si muove, è più quel tipo di risposte si riducono ai movimenti in cui “l’unica componente antagonista percepibile è la forza di gravità”… (se non qualcosa di creato dalla mente!)

      Hai voglia a “percepire” il radicamento dal feedback della resistenza dell’aria durante un movimento molto lento!!!!! 😉

      Qualcosa di più percepibile in tal senso può arrivare praticando stili “antichi” che conservano durante la sequenza anche esecuzioni di movimenti esplosivi… (come lo stile CHEN ad esempio, che adoro)

      Un pizzico di mistico, alcuni trucchi “da spettacolo”, buone abilità e persone accondiscendenti e suscettibili a certi argomenti…

      Questa è la ricetta che, purtroppo in modo abbastanza diffuso, ha generato tanti equivoci e “macchiato” la credibilità di pratiche orientali straordinarie…

      E’ necessario “un cambiamento dal basso”… attraverso una SANA curiosità ed autentica disponibilità a mettersi in discussione sull’argomento… mettendo da parte IL CREDERE e quotando nei fatti una ricerca attraverso il COMPRENDERE… come ad esempio questo tuo intervento…

      Grazie per il tuo commento e per le tue domande ricchi di spunti per tutti. 😉

  2. Alessandro Bovi scrive:

    Ciao Sergio, la tua analisi é molto interessante. In particolare mi rendo conto di quanto possa rappresentare una forzatura il pretendere di isolare la tecnica di una forma di Taiji per dimostrarne l’efficacia in un contesto “bellico”… quando forse una delle maggiori difficoltà, nello studio della forma, è proprio far scorrere le forze in armonia durante la sua esecuzione.

    • Artista Marziale Artista Marziale scrive:

      Ciao Alessandro… Grazie per il tuo commento…! In effetti, si tratta esattamente del “paradosso” che mediamente viene realizzato, spinti dalla necessità interiore di dover “confermare” una convinzione! D’altra parte, comprendo anche che “essendo la domanda” (di mercato) spesso focalizzata su simili “pre-concetti”, molti docenti, con lo scorrere dei decenni, si siano “adeguati” all’INSEGNARE “PER MANGIARE”… abbandonando la via del farlo PER GUIDARE IN UN APPRENDIMENTO/MIGLIORAMENTO… La prerogativa del “difendersi attraverso il tai ji quan”, è propriamente “il far scorrere la forza dell’avversario e trasformarla”… PRINCIPIO BEN DIVERSO da quello che di solito si realizza “accelerando le singole tecniche della forma”! (in cui di solito si SPACCA, si MOZZA o si anticipa la forza di un avversario!) CIO’ CHE SFUGGE, è proprio che “qualora questo tipo di condotta si possa ANCHE RIVELARE EFFICACE”, in realtà NON SI TRATTA DI TAI JI QUAN! (da cui il paradosso!) …e come se non bastasse, si “perde clamorosamente IL FOCUS” del lavoro “interiore” che dovrebbe contraddistinguerlo… ^_^

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