L’illusione dell’allievo APPRENDISTA INESPERTO…

Qui è così… qui cosììì… qui cosììì… e qui così…!

mente confusa di un allievoRieccomi finalmente alla tastiera dopo una lunga e forzata pausa dal BLOG!

I principali impedimenti sono stati sciolti, e sono nuovamente pronto a mettere sul tavolo delle carte vincenti per tutti i buoni giocatori nella partita dell’apprendimento…

Oggi ti svelerò uno dei principali ostacoli con cui un allievo si complica inconsapevolmente la vita.

Parliamo di “arti marziali”, ma la questione si estende parimenti a tutto il mondo dello studio o ciò che richiede “un apprendimento”.

Esempi pratici…

Cercherò di venire velocemente al dunque, riportandoti degli esempi in cui mi sono regolarmente imbattuto negli anni durante questo periodo di inizio corsi.

Io non so se tu che leggi sia un “insegnante” o uno studente, tuttavia prova a rispondere a questa semplice domanda:

“ti è mai capitato, durante una lezione, di assistere al dialogo interno A VOCE ALTA di una di quelle persone che CON SOLE 3 PAROLE finiscono per catalogare un’infinità di movimenti diversi?

  • QUI è COSììì…
  • e QUI è COSììì…
  • QUI è COSììì…
  • infine QUI è COSì.

In pratica… per la loro mente, evidentemente OGNI COSA è COSììì!

Meglio fare “ciò che serve”…

Non ha certo alcun senso star qui a sindacare “su cosa una persona abbia o meno il diritto di DIRSI mentre studia”, ci mancherebbe! …tuttavia la questione è di natura diversa:

ESISTE UN MODO BEN PRECISO DI “PARLARSI” PER OTTENERE UN EFFETTO “FUNZIONALE”…

…e una miriade di modi che producono invece CONFUSIONE, RABBIA e DEMOTIVAZIONE!

Quello del “QUI è COSììì” sicuramente è uno di questa miriade!

Ti espongo la motivazione attraverso una comoda metafora…

“Il magazziniere sclerato!”

Immagina che nella tua mente vi sia una sorta di magazzino dove tutte le informazioni vengono stoccate… 

Ogni contenitore di informazioni ha una sua collocazione specifica

E l’addetto alla classificazione e collocazione delle varie informazioni sia una sorta di OMINO di nome Mario.

Questo è il magazzino…

magazzino di un allievo

…e questo è Mario…

il Mario dell'allievo

Mario è senza dubbio un formidabile assistente, ed è in grado di gestire scaffalature immense con “milioni di informazioni”…

Ha un suo registro in cui si segna la posizione di “ogni prodotto” con riferimento al numero dello scaffale e quello del “posto”.

Insomma… hai presente L’IKEA?!?!?!

Uguale! ^_^

Per farti capire il concetto “grossolanamente”, ho bisogno di IPERSEMPLIFICARE la reale dinamica dei processi mentali coinvolti nell’apprendere.

Sintetizzando…

…quando durante lo studio “scegli di parlare”, è come se l’etichetta del tuo prodotto venisse scritta

In altre parole…

…il movimento che stai sperimentando “produce un’immagine” (prodotto), e attraverso il dialogo interno (se si opta per il parlare ad alta voce lo si rende evidente anche dall’esterno!) viene etichettato

Mario successivamente lo colloca in uno spazio “adatto” allo stoccaggio e “registra la posizione“.

ECCO IL GUAIO A FINE LEZIONE:

Provo a ripetere le tecniche imparate poche ore prima, ma dalla testa emerge solamente una gran confusione ed una “crescente sensazione di incertezza e frustrazione”!

  • Che sia esploso il magazzino o sia stato svuotato dai ladri?!?!?!?! Sembrerebbero NON ESSERCI PIU’ LE UTILI INFORMAZIONI STOCCATE!
  • Che sia Mario che in preda allo stress è fuggito o si è licenziato?  O magari DORME e non si accorge della “CHIAMATA DAI PIANI ALTI”!!!???

No.

In realtà:

  • TUTTE le informazioni ci sono ancora e sono depositate nel magazzino…
  • Mario è “instancabilmente attivo h24”, ma quando consulta il suo registro fa un’amara scoperta:

registro

Oh Jesus….!!!!!!

Le coordinate sono corrette, ma “essendo OGNI VOCE” descritta come QUI è COSììì

QUALE DIAVOLO SARA’ IL PRODOTTO GIUSTO?!?!?!?!

Le informazioni ci sono tutte e messe tutte e belle in ordine…

Mario è attivo, “SA CHE IL PRODOTTO C’E’ E CHE HA SICURAMENTE IL SUO POSTO”…

MA NON E’ ASSOLUTAMENTE IN GRADO DI “COMPRENDERE” QUALE DEI “QUI è COSììì” SIA QUELLA GIUSTA!

Ed eccolo accumulare tensione e confusione…

Procede per tentativi ma in mezzo a “migliaia di etichette tutte uguali” non ha modo di carpirne le differenze tra uno e l’altro!

Talvolta s’incazza…

Talvolta si frustra…

Alla fine “demorde”, e si lascia andare allo sconforto di una frustrazione insanabile “nonostante la volontà”!

A questo punto, ad un allievo, cosa resta da fare?

“COPIARE/DIPENDERE DA TERZI” CHE GLI MOSTRINO LA TECNICA DA RIPRODURRE!!!

VEDENDOLA “LA RICORDA”, ma se non cambia “modo di etichettarla”, continuerà inesorabilmente a mandare ai pazzi il povero Mario!

RIASSUNTO?

ATTENZIONE AL DIALOGO INTERNO (etichettatrice!)!!

Le immagini prodotte dalle parole che usiamo diventano l’etichetta sull’informazione stoccata

FACILITIAMO IL LAVORO AL NOSTRO MARIO!

Più la descrizione delle nostre parole è chiara, coerente, precisa e ricca di particolari, più facile sarà per “il tuo Mario” andare a “reperire l’informazione” in modo efficiente…

Buono studio!

 

        Zaijian

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu

 

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