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ARTI MARZIALI SVILUPPO PERSONALE

Perchè “L’OCCIDENTALE MEDIO SAPUTO” viene GIUSTAMENTE considerato uno SFIGATO dagli orientali…

Eccomi all’articolo più breve in assoluto della storia di questo mio blog…

Laddove l’eccesso di generosità in spiegazioni è costantemente percepito come una rottura di palle, l’esercito dei “lettori sottobanco” (che non sono in grado di andare oltre le 4 righe di contenuti) potrà finalmente GIOIRE…

Buona lettura…

Ps. si tratta di un mero “abc” dell’argomento reale… 15 giorni filati di conversazione sull’argomento, non basterebbero per estrarre nemmeno un terzo dei fenomeni connessi a tale schema…

Ma tanto “i saputi” non ne hanno certo bisogno!

 

Buona riflessione…

       Zaijian

 

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu

– Sergio –

2 risposte su “Perchè “L’OCCIDENTALE MEDIO SAPUTO” viene GIUSTAMENTE considerato uno SFIGATO dagli orientali…”

Ciao Sergio,
Sono sconvolto dalla lunghezza dell’articolo, non ti credevo capace di scrivere qualcosa con meno di diecimila caratteri
Scherzi a parte mi sembra di capire che l’occidentale medio conosce le varie nozioni sulla cultura orientale ma non riesce a capire il suo reale significato e funzionamento, un po’ come se una persona conoscesse il nome delle varie parti che compongono un motore ma non avesse nessuna idea della loro funzione e nemmeno come funziona il suddetto motore. O sbaglio?

BINGO MANUEL!

La persona media “delle nostre parti” riesce perfettamente a CAPTARE le nozioni in ballo, ma invece di “indagare, studiare e comprendere” i legami e le dinamiche attraverso cui queste nozioni si manifestano NELLA VITA REALE, le rinchiudono (per ignoranza) in convinzioni di vario tipo o preconcetti.

Questo tipo di fenomeno umano, ha radice in un una profonda INSICUREZZA a cui l’individuo medio contrappone CONVINZIONI che, “per chi SA ed è in grado di capire”, offrono “a basso prezzo” un’illusoria e superficiale “SENSAZIONE DI CERTEZZA”!

In altre parole: “tutti vedono le carte in tavola”, ma mentre per capire bisognerebbe CONOSCERE le regole della briscola, cercano di “decifrare gli eventi” attraverso le REGOLE DEL TRISSETTE… (perchè SONO LE UNICHE CHE CONOSCONO!!)

Questo tipo di “processo” è socialmente percepito di SUCCESSO (anche se qualcosa interiormente non torna al 100%), perchè la stragrande maggioranza delle persone funziona così!

E questo, per la PECORA, è già una dimostrazione di veridicità oggettiva…

Scardinare meccanismi sociali di questo tipo, comporta sempre 3 fasi:

1) La denigrazione… (salta fuori “quello che la pensa diversamente dal coro” e che non assoggettandosi al pensiero comune esprime qualcosa di COMUNEMENTE NON RICONOSCIUTO… ergo ritenuto “privo di valore”… e viene deriso…)

2) La contrapposizione “anche violenta”… (è la fase successiva… quella in cui “il senso del nuovo pensiero” inizia ad essere compreso da qualcuno, e socialmente “prende forza”! Si tratta di un momento “critico”, perchè le interazioni tra “vecchio pensiero e nuovo” si rinforzano e molto spesso sfociano in contrasti il cui prezzo è sempre alto… “il nuovo pensiero” non fa più semplicemente sorridere, ma viene percepito COME UNA VERA E PROPRIA MINACCIA AL PROPRIO VALORE… di fatto, è in realtà “il potere di ciò che si comprende” a MINACCIARE CIO’ IN CUI SI CREDE!! Per i motivi di cui sopra, questo catapulta “il convinto” in una profonda sensazione di insicurezza che da latente inizia ad affiorare a lato pratico nella sua esistenza… è un’opportunità di crescita, ma in realtà DIFFICILMENTE VERRA’ COLTA… soprattutto da quella schiera di “sudditi del comfort emotivo” che non sono in grado o non accettano di PAGARE IL PREZZO “IN DISAGIO” che ogni miglioramento richiede)

3) L’accettazione come ovvia… (l’incapacità di “evolvere” accompagna di fatto la massa sociale… ma SE DAI PIANI ALTI, dai pastori, una nuova realtà viene presa in considerazione, il gregge la accetta supinamente… Ecco quindi che “la massa” si ritrova ad accettare la nuova realtà, ma non certo per l’evoluzione del proprio livello di consapevolezza… esclusivamente per la “presa di coscienza DELLA CONVENIENZA A RIMANERE SUL CARRO DEL PROPRIO RIFERIMENTO… del proprio pastore”!)

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