TI PREOCCUPI TROPPO SPESSO? …forse è meglio fare un po’ di chiarezza…!

Ti preoccupi “per amore”? Per “insicurezza”? Per “lavoro”? Per OGNI COSA a cui tieni?

Dal dizionario: Pensiero che occupa la mente determinando uno stato di inquietudine, di apprensione, ansia, incertezza, timore e simili…

Ma siamo sicuri che si tratta “solo di questo”?

Tu… ti preoccupi?    …SI.

La parola pre-occupazione, devo ammettere che ha da sempre mantenuto un ruolo “presente” nella mia esistenza… almeno fino al giorno in cui non ho scoperto una parola dagli intenti simili, ma dagli effetti molto più sani: PROATTIVITA’.

(Ne riparliamo più tardi…)

Nel corso degli studi degli ultimi 25 anni, e delle esperienze “umane” in cui mi sono imbattuto, sono riuscito ad inquadrare vari contesti in cui le persone normalmente si preoccupano…

Alcuni questi, purtroppo, piuttosto malsani!

Ti preoccupi per Amore?

Si tratta forse del caso più diffuso: “quello associato alle attenzioni amorose di una madre”

A dir la verità esiste una parola precisa che soddisfa in modo più accurato questo tipo di attitudine:   “premurosa”.

L’usare riguardi, attenzioni affettuose e gentilezza nei confronti di qualcuno o qualcosa di amato, è infatti il tipo di comportamento da MADRE PREMUROSA…

Quella preoccupata, più che altro “risponde a sensazioni ansiose proprie”, che nascono NON DA UN ISTINTO AMOREVOLE VERSO IL PROSSIMO, bensì da un’insieme di processi mentali fallacei.

Dal punto di vista “tecnico”, quando ti preoccupi in tal senso, sussistono infatti 2 diversi falle:

  1. la mente “viaggia nel futuro” perdendo contatto col presente…
  2. l’ipotesi /immagine che viene creata è di matrice “negativa” (emotivamente)

E’ molto importante prendere in considerazione la diversità  tra le parole pre-occupazione e premurosa…

Ti faccio un esempio pratico… così ne potrai comprendere più facilmente le differenti “sfumature”…

Se ti sei da poco trasferito/ta nella casa nuova e i lavori di recinzione non sono ancora ultimati, le macchine che sfrecciano sulla strada confinante con la tua proprietà inizieranno ad alimentare “alcune immagini”…

Indipendentemente dal fatto che “sia capitato a te o meno”, sarà sufficiente “credere” che una delle vetture di passaggio possa investire i tuoi piccoli, e pur non essendo successo ancora nulla, QUEL TIPO DI ESPERIENZA TI FARA’ SUONARE UN CAMPANELLO DI ALLARME.

Come si comporterebbe un GENITORE PREOCCUPATO?

Prima di tutto è bene inquadrare quello che succede nella sua testa:

L’immagine prodotta dall’analisi del territorio e della dinamica ambientale, è quella di un “potenziale pericolo” per cui il figlio potrebbe uscire per raccogliere la palla e distrattamente finire investito.

QUESTO E’ IL “PUNTO DI PARTENZA”!

Ora… cosa succederà?

Tale immagine, inizierà a generare l’emozione della “PAURA”.

Il genitore che si preoccupa, finirà facilmente preda di uno stato emotivo ansioso nel giro di poco tempo, e FACILMENTE inizierà ad AGIRE tentando di “EVITARE” la profezia che la mente gli ha suggerito!

COME LO FARA’?

L’errore “classico” è quello di esercitare una sorta di CONTROLLO COERCITIVO nei confronti dei figli, agendo su quello per placare la “fonte del problema”…

In realtà tale comportamento finirà per “aggiungere STRESS” ad una situazione emotivamente già fastidiosa, concorrendo ad alimentare comportamenti che potrebbero sfociare in veri e propri attacchi di panico o UN CARCERE SENZA SBARRE per i piccoli!

E’ infatti il CONTROLLO a fungere da “fattore distensivo” del proprio malessere…

La versione PREMUROSA INTELLIGENTE…

La cosa più intelligente sarebbe quella di “far installare velocemente la recinzione”… ovvio.

Tuttavia, ipotizziamo che non sia “momentaneamente possibile”…

(questo MOMENTANEAMENTE virgolettato, è un avverbio FONDAMENTALE… in quanto indica una “condizione temporanea” che prelude alla soluzione del problema! …utilizzare UN LINGUAGGIO INTELLIGENTE è qualcosa di solito tanto UTILE quanto mediamente SOTTOSTIMATO!!  I nostri stati emotivi dipendono PESANTEMENTE anche da questo!)

Il genitore premuroso…

…dirotterà le proprie energie ad una vigilanza intelligente, che lo farà intervenire solamente al momento dell’avvicinarsi del pericolo!

Mantenendo la calma, si può raggiungere il piccolo e “insegnare” il confine tra la “sicurezza ed il pericolo”!

ATTENZIONE!!!!  L’età del piccolo può fare molta differenza, tuttavia ipotizziamo di essere a contatto con bimbi al di sotto dei 10 anni… potrebbe essere possibile che L’AVVISO SERVA A POCO!

Sarà la PRESENZA COERENTE E COSTANTE del MESSAGGIO DI PERICOLO associato ad una SOLUZIONE SERENA che potrà contribuire in modo decisivo allo sviluppo consapevole del senso di sicurezza anche nel piccolo!

Terrorizzare i figli ancora prima di uscire, quando non sono neppure nella condizione di prospettarsi il pericolo, è qualcosa che testimonia più l’ANSIA del genitore che una SOLUZIONE REALE ad un PERICOLO REALE!    OK?

Un AMORE PREMUROSO ed uno VITTIMA DELL’ANSIA sono 2 cose DIVERSE…

Sei d’accordo? 😉

TI PREOCCUPI per “possessività”?

Lo so…

Se sei del sud Italia, il  “sai noi siamo gelosi” è divenuto una sorta di MARCHIO A FUOCO!

Come sopra, il fattore discriminante è il CONTROLLO, ed il modo di esercitarlo per “sedare proprie insicurezze” non è che nel 2017 sia poi un metodo così efficace per vivere bene i rapporti!

Tuttavia, non è questo il focus dell’articolo…

Una sola postilla:

LA GELOSIA e la POSSESSIVITA’ sono 2 caratteristiche molto simili e imparentate al concetto di “proprietà”.

Volendone forzare una sostanziale differenza, ho sempre notato una certa CURA della proprietà da parte dei gelosi;

…mentre per i POSSESSIVI  ho riscontrato quasi esclusivamente una RIVENDICAZIONE DI PROPRIETA’.

Spesso infatti non si curano affatto della proprietà, ma puntualmente intervengono nella rivendicazione della stessa non appena qualche elemento esterno se ne dimostra interessato!

Per la serie: “hai valore per me solo se qualcun altro minaccia di volerti prendere”!

Mai visti questi individui eh?!?!? ^_^

La paura che qualcuno ci freghi l’oggetto di proprietà è spesso un sintomo di profonda insicurezza… Specie se in assenza di pericolo percepito, il legame con essa è praticamente inesistente…

TI PREOCCUPI per malafede o limiti personali?

Come dicevamo, l’assenza di controllo su qualcuno o qualcosa, è spesso fonte di preoccupazioni varie.

CI STA’…

Se non fosse per il fatto che “troppo spesso” alcune persone SEMBRANO PREOCCUPARSI TANTO DI QUELLO “CHE FANNO GLI ALTRI” (o che potenzialmente potrebbero fare), e TROPPO POCO DI QUELLO CHE FANNO LORO!

Da quando con la mia compagna abbiamo scelto di prendere un Rottweiler in famiglia, per esempio, non hai idea di quanti episodi di “preoccupazione altrui” in ci siamo imbattuti…

Personaggi ricolmi di “pregiudizi”…

…(spesso un ottimo metadone per sedare le proprie ansie!) che IPOTIZZANO problemi PROIETTANDOLI nella realtà del nostro cane, quando di li a breve emergerà prepotente TUTTA LA VERITA’ NASCOSTA:

Se al tuo cane hai regalato un’educazione CHE FA CAGARE e non ne hai il minimo controllo, è piuttosto plausibile che, al cospetto di altri cani, LA PAURA LEGATA ALLA TUA PERSONALE ESPERIENZA emergerà prepotente nella tua mente!

Ma dal MOMENTO CHE PROIETTI LE IMMAGINI DELLA TUA MENTE sulla realtà degli altri, commetti 2 errori:

  1. Fai involontariamente una sorta di OUTING INCONSAPEVOLE
  2. Presumi di poter SEDARE QUALCOSA CHE NASCE NELLA TUA MENTE, attraverso il CONTROLLO DELLA VITA DEGLI ALTRI!

Purtroppo, se questo tipo di episodio “costella la tua esistenza”, difficilmente sei una persona per cui potrei nutrire una sana e sincera stima!

Se il fatto di “preoccuparsi” può essere qualcosa di accettabile, l’esercitare il controllo attraverso gli altri è qualcosa di molto discutibile sul piano relazionale, ed il farlo PROIETTANDO PROPRIE PAURE  SCARICANDO RESPONSABILITA’ CHE TU PER PRIMO NON TI PRENDI, è qualcosa di inaccettabile per qualsiasi individuo cerebralmente normodotato!

La vita reale degli altri, NON E’ UNA SORTA DI VATER PERSONALE DOVE SCARICARCI LA TUA CACCA PERSONALE!

Una volta parlavano di “esame di coscienza”…

Una frase che ufficialmente sembra entrata nell’oblio del disuso anche tra persone civili… e che forse sta segnando un’inequivocabile tappa del degrado che la nostra società sta, in fondo, vivendo…

La PROATTIVITA’…

Adottare una comportamento PROATTIVO sarebbe un’ottima soluzione…

Brevemente (ma puoi cliccare sulla parola PROATTIVO per venir linkato su wikipedia), si tratta di quel comportamento che implica  l’agire in anticipo per una situazione futura, piuttosto che reagire.

Significa quindi prendere il controllo e far accadere le cose piuttosto che adattarsi a una situazione o attendere che qualcosa accada.

Se lo innesti nell’esempio citato ad inizio articolo (quello della recinzione), ti apparirà evidente che, pur essendo qualcosa di ovvio, in realtà non lo è poi così tanto!

Si tratta infatti di un’attitudine che necessita di “una forte consapevolezza” ed una spiccata capacità organizzativa/pianificativa, che non tutti possiedono “di suo”.

La buona notizia…

… è che esistono molte tecniche per “imparare a farlo”!

Nonchè corsi specialistici (legati alla gestione del tempoo anche alla portata delle tasche dei “comuni mortali”!

Corsi di “self help”, autorealizzazione, counseling etc… ormai sono una specie di “moda”… e come tale hanno generato una tale varietà ed abbondanza di informazioni che attraverso la rete sono a disposizione di tutti e GRATIS.

Una cosa è certa:

MENO le persone si comportano con PROATTIVITA’…

PIU’ tendono a preoccuparsi e vivere in preda ad ANSIE e EMOZIONI volgarmente dette “NEGATIVE”.

Come OGNI COMPETENZA, per essere sviluppata ha bisogno di molto impegno… tempo ed energie investite nello sviluppo di abilità…

Come vedi, anche in questo caso si ricade nel “kung fu“… ^_^

 

Sergio

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu

Zhaijian

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2 risposte a TI PREOCCUPI TROPPO SPESSO? …forse è meglio fare un po’ di chiarezza…!

  1. Alessandro Bovi scrive:

    Estremamente interessante la relazione, che francamente non sospettavo, tra “pregiudizio” e “preoccupazione”. Quindi “preoccupazione” e “proattivitá” sarebbero dei filtri con i quali elaboriamo determinati eventi? Personalmente, con il passare del tempo, ho cercato di rimpiazzare una certa ansia provocata dall’approccio ad un determinato evento con un sistema più sano (ma non meglio definito)… solo leggendo l’articolo però mi rendo conto che tale ansia era probabilmente causata dal filtro che utilizzavo (e a volte ancora utilizzo) per osservare la realtà e il mio rapporto con gli altri. Penso che questo articolo metta a disposizione strumenti potenti per migliorare qualitativamente le relazioni interpersonali e la vita in generale. Grazie!

    • Artista Marziale Artista Marziale scrive:

      Ciao Alessandro…

      In effetti quel “pre” in comune con entrambe le parole già di per se “ne connette il significato”…
      L’aspetto “giudizio” è una sorta di “valore aggiunto” che in certi casi si manifesta involontariamente… ^_^ (o quasi!)

      Già… la preoccupazione genera l’ansia… e se condiamo con un filtro giudizioso la cosa si complica inevitabilmente.

      Imparare a pianificare in modo proattivo non solo ci solleva da quel tipo di fastidiosa sensazione, ma permette una gestione ottimale delle situazioni…

      Maggiore è l’accuratezza in fase di pianificazione… minore sarà il “rischio” collegato a imprevisti (che paradossalmente si manifestano spesso proprio per la NONCURANZA ostentata in fase di pianificazione o valutazione… ecco perchè i pregiudizi filtrano in modo “rischioso” la percezione) 😉

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