” RISPETTO ” …un concetto SFUGGENTE dentro e fuori una scuola di arti marziali…

RISPETTO : Ti è mai capitato di entrare in un Kwon o in un Dojo e vederne affissi ovunque cartelli inneggianti o un regolamento “senza fine” all’ingresso dell’area di studio/pratica ?

A me si… ^_^

E questo mi ha spinto spesso ad interrogarmi e riflettere…

L’idea che mi genera stimoli continui in tal senso, è che il popolo delle arti marziali sia costellato di individui dotati di un sufficiente livello di consapevolezza tale per cui non ci sia bisogno di REGOLE IMPOSTE DALL’ALTO…

…e che in autonomia “ognuno” riesca a REGOLARSI per semplice buonsenso…

MI SONO SICURAMENTE SBAGLIATO!

Rispetto?  …una parola tanto usata quanto “poco compresa”…

Il significato autentico di questa speciale parola, è da ricercarsi al di fuori delle comuni speculazioni di cui quotidianamente si abusa a livello comunicativo…

La persona media, finisce spesso infatti per “plasmare il senso delle parole che usa” al significato che vuole esprimere…

(…invece che “conoscerne e saperne usare” in modo adeguato al concetto da spiegare…)

Risultato?

Gran parte del valore reale delle parole è andato perso o comunque “contaminato”…

Premesso questo “secondario” deficit comunicativo, emerge tuttavia un aspetto (secondo me) più grave dello stesso impoverimento linguistico:

Siamo SICURI che si comprenda il VALORE CONCETTUALE a cui ci si riferisce con la parola RISPETTO ?!?

Se fai una breve ricerca in rete, una delle prime spiegazioni in cui t’imbatterai, è:

“IL RISPETTO è la capacità di tener conto dell’altro nelle sue differenza individuali…”

Il concetto così espresso, si basa su alcuni “assunti paradossalmente OVVI”, e risuona perfettamente con l’idea fornita dall’educazione media

  • …siamo tutti DIVERSI  (ma va…!?!? …in contrasto tuttavia con alcuni DOGMI RELIGIOSI DI “UGUAGLIANZA”)
  • … tutti meritano rispetto… (la cosa buffa di questo passaggio è che non appena “l’altro si ritiene non porti rispetto”, immediatamente si sarà proprio in 2 a contravvenire al senso della frase!)
  • … per parlare di rispetto è necessario avere delle regole di riferimento (…da cui il titolo dell’articolo…)

Qualcosa che “si sente dentro”…

Fin da quando ero un ragazzino, sono sempre state 2 cose ad affascinarmi in modo viscerale:

  1. La natura
  2. Le facoltà umane

In entrambi i contesti, il concetto di rispetto viene sublimato in modo esemplare, ma pur riuscendo a coglierne “a pelle” il significato, non mi ero mai soffermato a cercare di “definirne il valore a parole”…

Come tutti, (quando non si sa spiegare un concetto) ricercavo una risposta “negli esempi”…

Il mio “terreno di gioco preferito” era l’orto e le interazioni umane…

(Vai a spiegarlo ad una madre il cui figlio di 2 anni ogni tanto scompariva e veniva ritrovato a conversare con i “vecchiotti” negli orti…!)

Chi mi conosce di persona e con un certo grado di profondità, sa sicuramente 3 cose di me:

  1. Tutt’oggi adoro interagire con le persone…
  2. Per nulla al mondo rinuncerei “al mio orto”…
  3. Da circa 20 anni ininterrottamente investo tempo e risorse nelle Arti Marziali…

Dallo studio e dalla pratica di queste, è infatti possibile avere accesso al concetto di “kung fu” che appaga le mie esigenze più profonde…

RISPETTO : il VALORE NASCOSTO rinchiuso negli ambienti SANI delle Arti Marziali…

Se anche non hai mai frequentato un corso di A.M., guardando l’immagine che ti ho riportato qui affianco, puoi riuscire a scorgere qualcosa che trascende ogni contesto:

La capacità di riconoscere il valore dell’altro o di altro…

Indipendentemente dal fattore “uguali o diversi”…

Indipendentemente da “regolamenti chilometrici” affissi su qualche ingresso…

Non solo in ORIENTE…

Rispetto Formalità

Per chi come me ha viaggiato ed è entrato in profondo contatto col “mondo orientale”, (marziale e non) l’INCHINO è divenuto uno strumento di rispetto, inequivocabile…

In quasi tutta l’Asia si tratta di una gestualità significativa ed in alcune zone una “vera e propria forma comunicativa”…

La proverbiale ritualizzazione del Giappone, ad esempio, ha portato ad assegnare a vari contesti e situazioni, degli inchini differenziati per posizione… ma non c’è bisogno di “andare così lontano” a cercare testimonianze…

Se si viaggia a ritroso nel tempo, invece che geograficamente, si scopriranno testimonianze inequivocabili anche delle nostre parti…

Come quello di “qualche generazione fa” manifestato con orgoglio nei confronti del “gentil sesso”…

Un’epoca, per certi versi, ormai lontana… in cui non si ricercava al “competizione ossessiva della donna con l’uomo”…

…ma questo è un altro argomento…!

RITO e VALORE CONCETTUALE non sono la stessa cosa…

L’abito fa forse il monaco?

Ti sei chiesto perchè qualche riga fa ho puntualizzato “NEGLI AMBIENTI SANI” riferendomi alle Arti Marziali?

Semplice…

Una “formalità rituale”, NON NECESSARIAMENTE RAPPRESENTA UN VALORE CONCETTUALE RADICATO NEL RISPETTO!

In 20 anni di esperienze ho incontrato spesso (purtroppo) ambienti dalle “apparenze SUPERrispettose”, dove mmmmaeshtri e adepti si prodigano quotidianamente in salamelecchi, inchini e rituali austeri…

Ma appena “il fato” ha condotto a soffiare sulla superficie, un’amara realtà interna ha finito per fare capolino…

Disse Confucio…:

Confucio Rispetto

“Là dove sono belle parole e un’apparenza perfetta, raramente ha sede il bene…”

Che secondo me, ha valenza anche al di là di un contesto dicotomico BENE/MALE…

Come avviene “in natura” per alcune farfalle…

…che usano L’APPARENZA come strategia di sopravvivenza…

…confondendo “gli interlocutori meno consapevoli” con apparenze che hanno come unico scopo reale, quello di “nascondere una vulnerabilità interna nella sostanza”…

 

L’unica VIA AUTENTICA per poter riconoscere “del valore”, è UN BUON LIVELLO DI CONSAPEVOLEZZA…

…e chi è troppo focalizzato sulle apparenze non può riuscirci…

Ecco perchè nella mia scuola di kung fu, spesso la “formalità” è trascurata ed un REGOLAMENTO RIGIDO “non esiste”…

CHI POSSIEDE UN SUFFICIENTE LIVELLO DI CONSAPEVOLEZZA RIESCE A RICONOSCERE IL VALORE A DISPOSIZIONE “SENZA REGOLAMENTI”…

…gli è sufficiente il semplice buonsenso…

CHI CONTEMPLA IL RISPETTO COME VALORE, riesce a farlo nella SOSTANZA… sorvolando talvolta serenamente sulle apparenze senza “scadere” nell’atteggiamento libertino…

A me piace veramente “capire CHI HO DAVANTI”…

…e un ambiente LIBERO mi fornisce tutte le risposte, senza il bisogno di fare domande… 

E’ un ambiente di “successo sociale”????

NO.

E’ un ambiente di “nicchia”… dove la maggior parte delle persone si scontra con se stessa ed i propri limiti in un batter d’occhio…

UN AMBIENTE DOVE “I NODI VENGONO INEQUIVOCABILMENTE AL PETTINE”…

Dove ognuno manifesta il suo essere, il suo grado di consapevolezza e di conseguenza la propria capacità di mettersi in discussione e di portar rispetto …

…anche semplicemente ad una propria scelta…

Chi non lo fa, è perchè spesso NON RIESCE A RICONOSCERE “IL VALORE AUTENTICO DEL PROPRIO POTENZIALE”…

Ha troppo poco rispetto “di se stesso”…

 

Se fai una piccola ricerca nella storia, scoprirai “buttacaso” che gli ambienti SANI delle Arti Marziali, erano proprio così:

AMBIENTI DI NICCHIA…

Non certo:

  • “adatti a tutti”…
  • “compresi da tutti”…
  • “rispettati da tutti”…

😉

BUONA RIFLESSIONE…

 

– Zaijian –

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu

Sergio

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