Discussioni che “esplodono la milza”…

Discussioni bombaTi sei mai ritrovato in conversazioni che ad un certo punto sono esplose in discussioni senza fine?

Ti piacerebbe imparare a disinnescare l’infausto ordigno prima dell’estenuante deflagrazione?

Pronto ad acquisire le abilità di un artificiere della conversazione?

Mettiti comodo, accendi il cervello, e buona lettura!

 

Stileremo insieme una comoda lista di “SEGNALI” che potrai usare in ogni occasione in cui non ti va di invischiarti nelle sabbie mobili per la mente che alcune discussioni rappresentano…

…se poi, come il sottoscritto, ogni tanto provi un certo e insano gusto per la polemica, tieni lontano l’artificiere e CONTINUA A GODERE delle discussioni sterili e senza fine…

MASOCHISTA!  😉

Cosa centra la Milza con le discussioni…

Se nel tuo bagaglio personale puoi annoverare alcune basi della Medicina Tradizionale Cinese o della filosofia orientale legata ai 5 gradi di mutamento la questione sicuramente ti è più chiara della media.

Se invece di studi non ne hai fatti, ma provi a digitare “5 elementi” su un qualsiasi motore di ricerca, troverai un sacco di simpatici schemini come quello in questa figura.

Si tratta ovviamente di “semplificazioni” (ed in alcuni casi, purtroppo, di vere e proprie BANALIZZAZIONI) che permettono tuttavia di associare ad un elemento specifico diverse “qualità”…

Il campo di applicazione è di solito ristretto al piano “fisico”, marginalmente a quello “emotivo”, e quasi mai a quello psicologico.

Ed è un VERO PECCATO, dal momento che la società occidentale si fonda quasi esclusivamente su sovrastrutture psicologiche e sembrerebbe fortemente attratta dalla cultura asiatica.

Per fartela breve (ma sei liberissimo/a di verificare studiando l’argomento in modo approfondito), all’elemento terra (stomaco, milza/pancreas) è associata anche la capacità di confinare, di avere confini, di “rimanere centrati”.

Questo è riscontrabile sul piano fisico (chi a livello energetico ha “la milza che cede”, perde i propri confini corporei *…) ma anche facilmente su quello psicologico.

(Ipersemplificando: quello che normalmente additiamo come una “disfunzione ormonale” nell’M.T.C. è il sintomo di un problema energetico della milza… che controlla molti equilibri ormonali.)

Niente di cosi “distante” anche da alcuni concetti prettamente occidentali quindi…

La questione “confini” si fa interessante se andiamo a sondare meglio il piano psicologico.

Le conversazioni/discussioni sono il campo di gioco ideale per farlo.

Immagina una persona che, quando ci parli, inizia ad interagire attraverso “assunti fuori portata”:

  • il dipendente che “spiecha” gli errori che fa il kapo (senza aver mai neppure provato a dirigere o aprire un’azienda!)
  • la persona “compassionevole” che riesce a farsi carico dei problemi di 3/4 di mondo, e che stranamente risulta incapace di risolvere i propri
  • l’appassionato che sbandiera convinzioni su qualcosa che ha letto/sentito inerente ad un livello a cui ambisce ma che non ha mai toccato con mano.

Qual’è il COMUNE DENOMINATORE tra questi casi presi come esempio?

L’azione mentale  (e “presunta” legittima) ad un livello “fuori portata”.

1) Rendersi conto se si dibatte di qualcosa alla propria portata di azione.

Mi spiego meglio…

Il miglior modo per acquisire “credito” di fronte ai colleghi dipendenti in merito alla “dirigenza” di un’azienda è quello di APRIRNE UNA o DIRIGERNE UNA CON SUCCESSO!

Quando un “dipendente parla di qualcosa FUORI PORTATA rispetto alla propria REALE ESPERIENZA”, si dovrebbe rendere conto che sta muovendo aria fritta.

Un atteggiamento utile esclusivamente “allo sfogo del proprio malessere”… ma quale utilità reale può sortire in chi ascolta?!??!?!

Il miglior modo che esiste per migliorare questo mondo è occuparsi dei propri problemi e risolverli onestamente senza gravare sugli altri!!! 

Se mi riempio la mente “dei problemi del resto del mondo”, finirò invischiato in una ruota per criceti dove la mia mente continuerà a spingere ipotetiche soluzioni (attraverso la bocca) che non trovano alcun riscontro nella realtà… (da cui tuttavia arrivano i problemi reali che direttamente ci toccano!)

Ergo:

L’intenzione è quella di “risolvere i problemi del mondo”… e l’effetto si rivelerà inesorabilmente quello di CREARNE ULTERIORI!

2) La presunzione che vorrebbe legittima l’azione “fuori portata”

Se infatti “la mancanza di confini” denota semplicemente un’inconsapevolezza del proprio raggio d’azione, la presunzione con cui ce la si legittima è un problemuccio di tutt’altra portata!

Interagire con una persona inconsapevole, richiede uno sforzo “a volte sostenibile” se l’individuo è umile.

Ma se al fianco di quel tipo di limite emerge anche la presunzione (sottoforma di autolegittimazione), allora siamo di fronte ad un segnale importante!

“LA SPIA” del fungo atomico deve iniziare a lampeggiare!

(salvo vene masochiste aperte come premesso ad inizio articolo, ovviamente!)

La presunzione non è “un pregio” quando assunta come qualcosa di legittimo!

Questo perchè il fatto di “credere” senza possibilità di discussione crea (o manifesta) ARROGANZA.

3) Odore di ARROGANZA nelle discussioni ? “…taglia i ponti… SUBITO”

Guarda bene quest’immagine…

Quando interagisci con una persona affetta da arroganza, nella discussione tu sei LA PAPERA!

Chiaro?

Qui ovviamente andiamo ben oltre il “masochistico gusto per la polemica”…

Essa infatti presuppone un’interazione (tra l’altro forte, viva!)… non una partita a ping pong contro il muro da perfetto sociopatico!!!

L’arroganza, nelle discussioni, genera muri (o è rappresentata da muri)…

Muri che spuntano per magia ad ogni tentativo di cercare un punto di connessione che possa salvare lo scopo di un’interazione nella comunicazione…

Intendiamoci, in alcune filosofie orientali (come quella macrobiotica), l’arroganza è considerato il 7° livello di malattia su una scala di 7!   (ma qui rischio di complicare le cose… se sei curioso di chiarire la questione ti basta scrivermi attraverso il modulo a fine articolo)

4) Le citazioni come “arma segreta”

Quando una conversazione sfocia nella discussione vera e propria, gli ostacoli nell’interazione rappresentano gli SCALINI che ne alzano il livello.

Salendo di livello, “chi meno ne sa o ne capisce” è il primo ad incontrare difficoltà.

Quando di fronte alla difficoltà di dibattere qualcuno SFODERA IL JOLLY delle citazioni, è in realtà come se dichiarasse apertamente 2 cose:

  1. sono giunto al mio limite di conoscenza/comprensione
  2. fatico ad accettarlo e voglio provare “ad avere ragione/non aver torto” portandoti l’esempio del CASO che sostiene la mia tesi…

Accettare di proseguire con questa tendenza, spalancherà le porte ad altri 2 inequivocabili segnali di ESPLOSIONE IMMINENTE…

o meglio… siamo già in potenziale espansione incontrollata…!

Ci troviamo nel bel mezzo dell’esplosione e non ce ne siamo accorti!

5) Frame RAGIONE/TORTO…

Le dicotomie possono rappresentare un valido strumento di semplificazione in alcuni contesti…

Ma anche un LIMITE INVALICABILE dell’evoluzione in altri…

Quando si rinchiudono le discussioni in una cornice “ragione/torto”, e si vive il dibattito in modo personale, il rischio che ne consegue sul piano emotivo è “sentirsi non ok o colpevole” se mi trovo dalla parte del torto!

Spesso possono sussistere situazioni in cui NESSUNO DEI DUE HA RAGIONE O NESSUNO DEI DUE A TORTO…

Oppure situazioni antitetiche:

ENTRAMBI RAGIONE: semplicemente punti di vista diversi ma convergenti con l’obbiettivo.

ENTRAMBI TORTO: punti di vista diversi ma scorrelati all’obbiettivo.

6) Apertura continua di nuove porte… (domande/giustificazioni)

Riprendendo la parte di schema con tante frecce qui sopra, il frame ragione/torto finisce facilmente per genereare la NECESSITA’ DI DOVERSI DIFENDERE…

Si percepisce “come attacco personale” l’identificazione da parte del torto attraverso LA DIMOSTRAZIONE A RAGIONE del punto di vista dell’altro!

Per compensare questo malessere, ci si serve facilmente delle “giustificazioni”…

Di fatto, il giustificarsi (imparentato col punto della legittimazione già dibattuto) apre una nuova porta verso un corridoio che riporta la discussione ad un passaggio precedente.

si generano così circoli viziosi in cui si continua a dover dibattere della stessa cosa da vie costantemente nuove.

Ma di fatto la discussione diventa un “braccio di ferro”… un inevitabile scontro invece che “un incontro”.

Altri individui, per ragioni emotive simili, o abitudini discorsive simili “ai jolly sopra citati”, continuano ad aprire nuove porte con domande che “spostano il focus” della discussione.

Si parte da un unico argomento di dibattito, e ci si ritrova a parlare di 34000 argomenti diversi!!!

“ALTO RISCHIO ESPANSIONE/DISPERSIONE INCONTROLLATA”…

7) FARE BENE I CONTI CON LA PROPRIA NATURA

I precedenti 6 punti possono aver creato una “percezione distorta della questione”.

Se da un lato è assolutamente vero che è importantissimo saper scorgere SEGNALI NEGLI ALTRI INTERLOCUTORI, il tutto è assolutamente secondario al CONOSCERE BENE SE STESSI!

Sei una persone estroversa?

Introversa?

Dai più valore a ciò che credi o a ciò che sei in grado di comprendere?

Provi piacere nell’interagire o fastidio?

Sei più da “bianco o nero”… o colori e varie sfumature?

Le difficoltà ti stimolano in modo positivo o negativo?

Franchezza o solidarietà?

Sempre “sottovoce”… o pur di chiarire va bene “qualsiasi volume”?

Sei sensibile come le ali di una farfalla o come la schiena di un rinoceronte?

Sei più attratto dalla destinazione? dal viaggio? …o da entrambi?

Eventi o processi?

Conclusione…

Tutte le discussioni a cui hai preso e a cui prenderai parte hanno SEMPRE AVUTO SICURAMENTE UN PROTAGONISTA PRINCIPALE: TE STESSO!

 

Molto spesso le discussioni si inceppano perchè non si è in grado di identificare i VERI PROTAGONISTI, le COMPARSE, il REGISTA E IL COPIONE su cui ci si muove…

Credenze, caratteristiche personali, limiti individuali ed ambientali, sono tutti ingredienti che fanno capolino ad un’unica parola: CONSAPEVOLEZZA.

Ci sono io e le mie caratteristiche…

Gli altri e le loro caratteristiche…

L’ambiente o contesto con le proprie caratteristiche…

Dovrebbe essere un punto di partenza concettuale, invece per molti non è neppure un obbiettivo lontanamente raggiungibile…

Poi… saper riconoscere i 6 segnali di rischio esplosione è e rimane un vantaggioso strumento utile a preservare il proprio stato di benessere!

(o quantomeno a contenere i danni nelle potenziali discussioni in cui ognuno di noi si imbatte quotidianamente…)

 

                 – Zaijian-

Sergio Simoncelli Insegnante Gong Fu

– Sergio –

 

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